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The pictures of the garden – Onze Oosttuin in belden.




















Il mio papello per il Comites Olanda ovvero del “Diritto alla pedata” del giornalista e del popolo
Membri del Comites Paesi Bassi,
come anche proposto dalla consigliera Prando ecco una richiesta formale di discussione, e non solo tra di voi (ovviamente), su alcuni punti che ritengo importanti per la comunità degli italiani in Olanda.
Con una premessa necessaria: la nuova pagina “Contatti” non assicura la trasmissione delle richieste, spinto il bottone “gabbato lu santu”. Chi ci assicura che lo scritto sia partito e, soprattutto, arrivato? Con questi chiari di luna e tali membri del Comites (vedi oltre)? A meno di non completare l’automatismo con un’email di conferma mandata all’utente che ha fatto la richiesta, come si usa in tutte le migliori famiglie e come sono sicuro il vostro webmaster sapra’ implementare agevolmente, non è niente di complicato, a volerlo fare.
A meno che non vogliate diventare come l’URP del Maeci, che comincia a contare i giorni lavorativi entro cui rispondere, fissati per legge, dal momento della lettura dell’email, non dell’invio. Io ho infatti parlato delle “migliori famiglie”, a voi la possibilità di farne parte.
Come anticipato, la principale e ovvia proposta è che il pubblico parli per primo alle assemblee del vostro comitato. A quelle pubbliche, s’intende. La cosa ha solo ragion d’essere e nessuna ragione per NON essere, ed entro nel dettaglio.
Il comites ha modo di lavorare (quindi, si spera, anche di riunirsi, di discutere etc) anche fuori dalle “assemblee pubbliche”, chiamiamole cosi’, che possono (e dovrebbero!) essere trattate solo come il momento per l’espressione del voto, con considerazioni finali limitate; il lavoro “grosso” va, evidentemente, fatto prima e, ancora una volta, mi auguro questo già avvenga. Al momento cosi’ non sembra.
Spesso alcuni dei punti trattati sono continuazioni di conversazioni cominciate altrove e che, ancora molto spesso, altrove si concluderanno, al pubblico l’arduo compito di afferrare un brano di qualcosa che non ha contesto né, spesso, per esso alcuna rilevanza !
Esempio preclaro: nella riunione di Gennaio si è svolta (e per una buona decina di minuti) la continuazione del dibattito se si fosse votato in maniera effettiva oppure no per l’elezione dell’esecutivo la seduta precedente! Ripeto, sesso degli angeli per chi non fosse stato presente anche la volta precedente, discussione sicuramente interna. Ma che rileva anche come, a procedure, si sia scarsi e tardivi, chiedendosi sempre dopo se ciò che si e’ appena fatto sia stato svolto con criterio oppure meno. Mai prima, sempre dopo. Non sarebbe il caso almeno di provarci?
Vedasi la vice-presidente che ha richiesto quattro o cinque volte l’accesso ai canali dell’esecutivo (email, facebook, etc), a cui la presidentA-Ducia! Sig.ra Summa ha risposto, sempre dopo ampia supercazzola, che: “sì, poi ne riparliamo, ci dobbiamo rivedere”. Come se a) non ne stessero già parlando! e b) non si stessero gia’ vedendo, in assemblea! e c) confermando che quello che la Summa scrive, dell’essere tutta presa e compresa nell’affanno di gestire tremila cose e i bambini (sempre i bambini! Ma perché usarli in maniera cosi’ MESCHINA, e non e smettere di rivestire ruoli per cui si è chiaramente incapaci ed invece andare a lavare insalate? Pravisano e Summa, l’invito è per voi) è solo e soltanto una chiara dimostrazione di incapacità, vedasi il cominciare a cercare una sede, mi correggo, A PARLARE di una sede solo il giorno delle elezioni, 11 Dicembre 2021, come detto dalla stessa Summa durante l’assemblea di Febbraio.
Non si poteva prevedere prima che si sarebbe dovuta trovare una sede? Anche e semplicemente leggendo i verbali del comites precedente, di cui un terzo compone il Comites attuale? E delegare ed organizzare il lavoro? Cosa che, evidentemente non è stata fatta, visto che non si è nemmeno condiviso l’accesso ai mezzi di comunicazioni istituzionali! Però si e’ sempre in affanno, neanche il fisico per l’art. 27 del regolamento della Real Marina, il glorioso “Facite Ammuina”!
E i membri del pubblico, ex membri e sempre gravitanti, vedasi i Vergna, gli Adesso, gli Argentini, non hanno mai sollevato il problema di trovare una sede, PRIMA? E Mantione? Porta sempre e solo i saluti ed il rammarico perché Roma non aiuta, Roma non ascolta? E gli spin doctor? Che sono riusciti a far entrare poche persone da una porta gia’ aperta, troppo occupati?
Altro punto a favore della mia tesi: la nostra possibilità, della comunitá intendo, di fornire spunti e portare avanti istanze ed esigenze, chiedendo l’attenzione di tutto il comitato e non di questo o quel membro, magari conoscenza personale, è molto limitata: alla sola email, infatti. E all’assemblea.
Della mail, come già riscontrato nella prima seduta, non ci si può fidare, e non per inesistenti problemi tecnici ma per la mancanza totale di morale delle persone che la gestiscono. Ergo rimane la sola assemblea, il FACCIA A FACCIA, e registrato per amor di verità e storiografia, si legga sempre oltre.
Dopo trentacinque anni dalla legge istitutiva dei comites ancora non esiste un efficace, trasparente ed affidabile canale di comunicazione con la comunità, a meno di non considerare, appunto, l’assemblea come tale canale.
Quindi io me ne approprierò e farò appello agli altri membri della comunità perché facciano lo stesso, le eventuali “altre” assemblee o momenti di comunicazione saranno discusse quando e se verranno ad esistere.
Ricordiamolo per i piu’ sbadati: la comunita’ e le sue istanze sono la ragion d’essere del comitato, che tali istanze debbano aspettare il comitato per essere raccolte sembra un puro controsenso! O forse un nonsense di matrice anglosassone.
La presenza del pubblico alle riunioni del comitato è, per mia esperienza, molto limitata, non ho mai visto più di tre persone e non trovo traccia nei verbali di una presenza più massiccia. Ergo pochi (i membri del pubblico) dovrebbero aspettare i molti, i consiglieri, 12 in tutto ed almeno 6 perché la riunione sia considerata valida e verbalizzabile.
Questi pochi dovrebbero aspettare MOLTO: i punti all’ordine del giorno sono in media 5, con l’ultimo punto delle “eventuali e varie” un vero e proprio vaso di Pandora, al netto della speranza. Dando per scontato (sono di natura generosa) che il consesso sia democratico e partecipato si può pensare un intervento per consigliere su ogni punto, una media di 5 minuti per punto? Si parla di una forbice tra i 30 minuti e l’ora a punto dell’OdG, quindi di dover aspettare ORE, prima di parlare alla fine, anche se l’esperienza insegna che gli ultimi punti dell’OdG vengono penalizzati, ovvero trattati piu’ velocemente degli altri. E qui veniamo al punto successivo:
- perché riservare al pubblico il momento PEGGIORE della sessione? Quando i partecipanti sono stanchi, stufi, alcuni se ne sono andati, il sig. Barone deve prendere il treno per Dordrecht e “stiamo rubando tempo agli altri”, perché bisogna “chiudere”? Non si ruba tempo a nessuno con il proprio intervento, consigliera Prando. Immagino che la discussione parta dal fatto che tutti si possa esporre la propria questione nel modo che si ritiene piu’ appropriato, dovessero esserci limiti di tempo questi andrebbero concordati PRIMA, in modo che tutti si possa lavorare sui propri interventi e, IN QUEL CASO, non rubare tempo ad altri. Il time watching non e’ difficile, “basta sapello fa”.
Ergo propongo anche di decidere prima quanto tempo dare a ciascun partecipante del pubblico per esporre la propria questione e, ovviamente, di sottoporla (ove possibile) preliminarmente via email per non trattare nuovamente argomenti già affrontati. Nessuno chiede che a tali questioni si trovi una soluzione hic et nunc ma è importante che tutti chiedano e comprendano quanto più possibile per meglio lavorare alla soluzione in seguito.
Questa la discussione che volevo cominciare e certamente non esaurire durante la sessione di Gennaio e che non è stato possibile nemmeno introdurre con criterio perchè la “regola” è che “il pubblico non può parlare durante le sessioni”.
A tali “regole”, imposte su di una parte anziché concordate con la stessa e quindi semplicemente odiose ed illegittime opporrò sempre disobbedienza civile, è cosa su cui potete contare. Il fascismo è anche e soprattutto il fiancheggiare chi vuole imporre la propria volontà senza contraddittorio alcuno, o chi non fa niente per impedirlo. Gli iscritti al PNF erano 8,500,000 nell’inizio del 1945, gli italiani oltre 40 milioni. Il 29 aprile 1945 non si trovo’ piu’ ne’ un iscritto ne’ un fiancheggiatore, un simpatizzante, uno che almeno avesse tollerato, erano tutti “anti”. Ma le azioni restano, le azioni contano. Le parole e le omissioni: idem.
E non c’e’ bisogno di scomodare un fascismo in fez ed orbace, la tendenza a zittire chi non si gradisce è fenomeno comune a tutte le ere, le classi ed i gruppi, piu’ oltre ne presenterò un esempio per voi, membri attuali del Comites Olanda, di totale pertinenza. E non ce ne sarebbe bisogno dopo il “NO TU DEVI STARE ZITTO!” della PresidentA-Ducia! Sig.ra Summa in assemblea, ma abbundatis abbundandum, citando il filosofo novecentesco A. De Curtis, exploit a cui si darà risalto nelle sedi piú opportune, a cominciare dal file audio qui allegato, per la gioia di tutti.
Persone come me non accetteranno mai l’essere zittite e da presunte “istituzioni”, poi! La nostra arma sarà la critica puntuale ed incessante, la MIA arma personale, aggiuntiva, la pernacchia, il ludibrio e lo sberleffo, quando e come più lo riterrò opportuno. Perché, come già detto anche durante l’assemblea, non è scritto da nessuna parte (ma anche lo fosse ci si riderebbe sopra) che io mi debba sorbire SILENTE le vostre presunzioni, follie, ubbie, ellissi, nonsense, hybris e semplici supercazzole (in cui includo, anche e sempre, i “ringraziamenti per i preziosissimi consigli che vi preghiamo sempre di farci arrivare sempre e con ogni mezzo, anche personale”), non c’e’ nessun motivo per cui debba frustrarmi piu’ di quanto non lo facciano la pochezza e lo squallore delle cose che tratto; la guerra sarà lunga e dura ergo cerchero’ il divertimento ad ogni seppur minima possibilità. Moriremo ma non di noia.
Perché il mio tempo mi è prezioso e lo dedico parecchio ad altri. Ergo non gradisco prese in giro e “giri a vuoto,” di cui il Comites vorrebbe essere campione olimpico, come ad esempio nella corrispondenza, tra me ed il precedente comitato per questioni parecchio importanti e per voi rilevanti, qui riportata.
Un preambolo doveroso per chi non conosce la triste vicenda: per aiutare i nostri connazionali all’estero (iscritti all’AIRE o meno) colpiti economicamente dalla pandemia il governo Conte-2 stanzia fondi “extra” con il ccdd “ Decreto Cura Italia” DL n.18 del 17/2/2020, la dott.ssa Fanella ne fa menzione in due occasioni, in assemblea, ai membri dell’allora comitato.
Persino l’Ambasciatore dott. Novello aveva lanciato il suo appello: “… auspica alla collaborazione fattiva col COMITES soprattutto, ma non limitatamente, alle 4 aree sottostanti:
– social media, servizio ai connazionali dal punto di vista informativo e sarebbe importante che anche il COMITES spiegasse cosa i servizi consolari possono fare e non possono fare etc;”, sempre come riportato da un vostro verbale.
I comites non diffondono niente. Anzi, lanciano un’iniziativa che non è “parallela”, e poteva benissimo esserlo, ma “alternativa”: la Spesa del Cuore. Vista la gestione finanziaria a dir poco opaca (si legga oltre) del comitato eletto nel 2014 e’ impossibile stabilire se tale iniziativa sia stata effettivamente finanziata con fondi privati dei singoli membri del comitato, il che comporterebbe un gesto di generosita’ che comunque non cancella le responsabilita’ di non aver diffuso la ben piu’ importante possibilita’ di avere aiuto dalla rappresentanza consolare, oppure con fondi dello stato, per cui non si e’ presentato alcun progetto preventivamente ne’ giustificativo successivamente, facendo forse cosi’ della carita’ con soldi pubblici per intestarsene il merito, senza alcun merito (pun is intended).
Si comincia con un inutile scambio di messaggi whatsapp con il Presidente Pravisano:
[13:08, 14/09/2021] Carlo: posso farle ancora un paio di domande qui?
[13:16, 14/09/2021] Carlo: Cose innocue e meno innocue tipo: vi ricandiderete?
[13:17, 14/09/2021] Carlo: intendo come sia come gruppo che lei personalmente. Ci tengo a precisare, casomai sembrasse lavoro di “intelligence”: è una domanda fin troppo banale.
[13:18, 14/09/2021] Ernesto Pravisano: Taluni di noi si. A breve l’annuncio. Ma non vorrei mescolare le cose. Come COMITES stiamo lavorando da mesi per garantire a tutti la possibilita’ di creare una lista (il fatto che siano venute meno alcune formalita’ e’ merito anche nostro) e diffondiamo in tempo reale le informazioni che riceviamo dall’Ambasciata (su nostra pagina FB e sito internet).
[13:20, 14/09/2021] Ernesto Pravisano: Per scendere nel concreto, il Dottor Ruggeri ha ricevuto da me direttamente l’anteprima del Decreto. Rispetto la pubblicazione, appena abbiamo ricevuto notizia direttamente da Roma. L’altra lista non era al momento formata, ma l’utilizzo in tempo reale di FB ci permette di informare tutte le parti interessate. Non c’e’ lag tra ricezione e diffusione e/o selezione nei contenuti.
[13:22, 14/09/2021] Ernesto Pravisano: Ad esempio il post di questa mattina, che e’ utile a tutte le liste. Ricevuta la conferma dall’Ambasciata, postato al volo.
[13:36, 14/09/2021] Carlo: E questo si collega alla prossima domanda: la dott.ssa Fanella, che lei conosce, ha informato il COMITES che il governo aveva stanziato fondi aggiuntivi di assistenza per gl’italiani all’estero che si fossero trovati in difficolta’ a causa della Pandemia
[13:36, 14/09/2021] Carlo: il COMITES ne ha dato notizia?
[13:41, 14/09/2021] Ernesto Pravisano: Si, ad esempio nei nostri verbali. Anche, noti che il COMITES non e’ il titolare dell’informazione/processo/budget. I dati sui fondi e il loro utilizzo li puo’ chiedere all’Ambasciata. Per quello che era di nostra competenza, abbiamo creato una campagna diretta (finanziata con fondi privati), la Spesa del COMITES.
[13:42, 14/09/2021] Carlo: Capisco. Ma a parte nei vostri verbali, la cosa è stata pubblicata altrove per opera del COMITES?
[13:43, 14/09/2021] Ernesto Pravisano: Signor Trobia, ora mi deve scusare ma devo andare a prendere mio figlio a scuola. Riprenderemo un’altra volta, ok? A presto, Ernesto
[13:44, 14/09/2021] Carlo: Mi chiami pure quando vuole, ma gradirei una risposta alla mia ultima domanda, quando ha un momento. Saluti!
Si continua via email e coinvolgendo anche l’inutile esecutivo:
Begin forwarded message:
From: Carlo Trobia <carlo.trobia@gmail.com>
Subject: Fondi COVID 2020
Date: 17 September 2021 at 19:33:37 CEST
To: Comites Olanda <comites.olanda@gmail.com>
Cc: Ferrucci Veronica <veronica.ferrucci@esteri.it>, Bianconi Maria Pia <maria.bianconi@esteri.it>, giorgio.novello@esteri.it
Munifici membri del COMITES,
dal vostro verbale della riunione del COMITES de L’Aja tenutasi nel Maggio 2020 risulta come la dott.ssa Fanella, che tutti voi conoscete, vi abbia informato dell’esistenza di fondi addizionali legati alla situazione creatasi a causa della pandemia di COVID:
“[la dott.ssa Fanella]
• – Informa dell’esistenza di fondi di assistenza per gli Italiani all’estero per far fronte all’emergenza Covid-19. Consistono in un sussidio per far fronte temporaneamente (una tantum) alle spese. Si deve dimostrare il non aver accesso ai fondi locali e la somma viene valutata caso per caso.”
La stessa, nel dicembre dello stesso anno e sempre come risulta da vostri verbali, informava dell’arrivo di tali fondi nelle disponibilita’ della cancelleria consolare.
Le mie domande a voi sono quindi:
-Perchè non si trova menzione, all’infuori dei verbali delle vostre sedute, nei vostri comunicati o sulla vostra pagina Facebook, della presenza di tali fondi? È stata fatta, tale menzione ulteriore?
-Supponendo non sia stata fatta: non sarebbe stato d’aiuto alla comunita’ italiana sapere dell’esistenza di tali fondi “una tantum”?
Un aiuto che non ha avuto nemmeno grandi possibilita’ di partire perchè i piu’ non ne conoscevano nemmeno l’esistenza, una mia considerazione dovuta a ricerche da me fatte tra la comunità.
-Perchè istituire un’iniziativa come la vostra: “Spesa del cuore” anziche’ pubblicizzare maggiormente l’esistenza di tali fondi perchè chi ne avesse avuto bisogno? O, al limite, perchè non fare le due cose parallelamente?
Tutto cio’ sembra contraddire lo spirito di solerzia enunciato cosi’ chiaramente dal vostro presidente, dott. Pravisano, quando si tratta di cose sicuramente importanti ma molto meno urgenti che non esercitare il diritto democratico di voto nell’elezione del locale COMITES.
E quoto lo scambio di messaggi avvenuto ieri (14-Sep-2021) con il dott. Pravisano:
“[Segue scambio, nde]”
Tanta solerzia non mi pare vi sia stata nel caso dei fondi COVID, spero di sbagliarmi: è così?
Perchè, fosse invero questo il caso, si profilerebbero responsabilita’ da appurare. Ed è quindi meglio avere un quadro il piu’ delineato possibile.
Attendendo cortese risposta vi porgo i miei piu’ distinti saluti,
Carlo Trobia”
A cui ricevo questa risposta:
On 20 Sep 2021, at 12:47, Esecutivo Comites <esecutivo.comites@gmail.com> wrote:
Gentile Signor Trobia,
grazie per la Sua mail.
Sulla distribuzione e attuali disponibilità’ dei fondi, potrà rivolgersi direttamente alla Cancelleria Consolare.
Cordiali saluti
Esecutivo COMITES
E che ci conclude nel seguente modo:
Signori membri del Comites,
non ho chiesto nulla, nella mia mail a voi indirizzata, né sulla distribuzione né circa la disponibilità dei fondi in questione.
Vi chiedo, quindi, di leggere e rispondere alle domande da me fatte o di dichiarare di non voler rispondere.
Non ho idea di come valutiate il vostro tempo ma il mio mi è caro.
Cordialità,
Carlo Trobia
Il dott. Pravisano deve essere ancora impegnato a prendere suo figlio perché ancora non ha risposto. O magari la scuola è in Giappone e TUTTO il Comites precedente ha deciso di accompagnarlo!
O è cosi’ che si risponde, sig. Barone? Forse a casa sua, o alla Dante Alighieri, da me i professori, alla fine di “scambi” come questo, scrivevano sul registro: “NON RISPONDE ALLA DOMANDA”. Non basta cazzeggiare, a là Summa, per poter dire: “Abbiamo risposto”, bisogna fornire attuali risposte, precise ed esaurienti, circa l’oggetto della domanda. Insisto nel caso non l’aveste capito, perchè magari siete solo lenti e non lenti e anche svogliati, sempre come dicevano i miei professori.
Quando, alla domanda: “Perché non avete dato pubblicita’ al fatto che ci fossero fondi extra per chi si trovasse in difficolta’?” mi viene risposto: “Ora mi scusi ma devo andare a prendere mio figlio” è chiaro che il ricorso allo sberleffo è automatico, ed il dott. Pravisano (detto “Pravisan de’ Pravisani” ma non da me, l’adottero’ solamente) gia’ mi conosce, sa che non mento.
Perché sia chiaro che l’attitudine del “Never explain, never complain” sarà da me trattata come merita: con il ridicolo. Non è un caso che sia scivolata nell’oblio e sostituita dalla piu’ richiesta “accountability”.
Su questa nota un’aggiunta importante: l’ultimo scambio è avvenuto, su richiesta dell’ex presidente dott. Pravisano, via indirizzo email: “esecutivo.comites@gmail.com”.
Sembra molto strano quindi che non risulti arrivata, allo stesso indirizzo, la mia email del giorno dell’Assemblea del 12 Gennaio, in cui gia’ chiedevo di discutere la proposta di far parlare per primo il pubblico.
Ma non piu’ di tanto strano se si pensa che a riportare la mancata ricezione siano state la dott.ssa Cimegotto e la presidentA-Ducia! Sig.ra Barbara Summa, persone dell’affidabilità nulla, ed spiego subito, nel dettaglio, perché asserisco questo:
la Cimegotto, infatti, non verbalizzava il mio intervento, durante l’assemblea dei Comites del 19 Marzo 2016 (ove non era presente) perché, avrebbe detto in una riunione successiva a fronte del mio chiederne conto, di aver operato ‘un sunto’ e, già che c’era, eliminava, oltre ai nostri interventi, anche la presenza sia mia sia del sig. Elio Vergna dal verbale dell’assemblea! Come non fossimo mai esistiti.
Ecco che la presenza di un registratore e’ stata fondamentale per riportare giustizia. In allegato il file audio con il brano rilevante della conversazione.
In quell’occasione, infatti si parlò di cose importanti che e’ comprensibile l’avv. Cimegotto, ma anche il dott.Pravisano et al, potrebbero non voler riportati verbatim. Si parlo’ infatti del fatto che il Comites 2015 avesse chiesto (come riferitomi personalmente e vis à vis dall’amb. Azzarello) e ottenuto una “diaria”, teoricamente a copertura di spese di soggiorno relative alla partecipazioni alle assemblee (quelle di viaggio sono coperte separatamente) in realta’ per altri scopi, assolutamente illegittimi, come vedremo subito dopo:
Trascrizione Assemblea Comites 19 Marzo 2016
Intervento dell’ing. Castelli circa le mie domande sulla diaria:
Ing. Castelli: Parlo io perche’ sono stata io la prima a dire che non volevo fare un lucro dell’attivita’ del Comites.
Non avremmo potuto rinunciare alla diaria perche’ era previsto dalla legge …
…Lo scopo poi di accettare tutto questo e’ che, dal momento che abbiamo dei fortissimi limiti per quello che attiene l’uso di fondi per le attivita’, abbiamo stabilito che nel caso in cui ci fosse statal’opportunita’ di farlo avremmo utilizzato le diarie per attivita’ collaterali per le quali non dovevamo rendere conto…
Dott.Pravisano: Dovevamo chiedere a ciascuno di considerare l’opportunita’ di reinvestire anzi di tasca propria di aiutare il comites con delle donazioni private
Ing. Castelli: E questa …Il premio comites e’ una, e’ la prima delle occasioni che abbiamo per fare questo
Trobia: Io credo che questa interpretazione della legge sia assolutamente…
Ing.Castelli: Mi scusi, questa non e’ un’interpretazione della legge
Trobia: Puo’ chiedere all’avvocato, la legge si interpreta sempre
Ing. Castelli: La legge prevede che noi riceviamo diaria e questo le deve esserle sufficiente
Sig.ra Ciuffoletti: e volendo ce la possiamo tenere!
Ing.Castelli: E volendo ce la possiamo anche tenere, invece abbiamo pensato di fare delle attivita’ di quell’importo a favore della comunita’.
“Attività a favore della comunità” in teoria finanziate di tasca propria, in pratica con un sistema di “fondi neri” con cui fare beneficenza senza spendere un soldo dei propri e senza rendere conto a Roma, con buona probabilità.
Che tutto cio’, come da me gia’ previsto durante la riunione, fosse un’interpretazione errata lo sancira’ una volta per tutte una cosa chiamata: “Avvocatura dello Stato Italiano”, con il:Parere del 01/02/2019-63444, al 45093/2018, avv. Diana Ranucci, su: “ Spese di viaggio ammesse a rimborso (comprensive anche delle spese di vitto e alloggio?): interpretazione art. 6, comma 3, L. 23 ottobre 2003, n. 286” che stabilira’ un principio molto semplice: le spese di vitto ed alloggio sono ricomprendibili nella terminologia delle “spese di viaggio” ma vanno comunque giustificate! Con volgarissimi scontrini, fatture, ricevute fiscali e non, etc. Ecco quindi che quanto espresso dall’ing. Castelli viene a leggersi sotto luce MOLTO differente.
E la frase della sig.Ciuffoletti (“volendo ce la possiamo tenere!”) si rivela in tutta la sua inconsistenza: il passato Comites ha dovuto, infatti, RESTITUIRE le diarie relative al 2019, le uniche riottenibili per legge, almeno quelle! Sarebbe il caso che restituissero anche le precedenti ma ci vorrebbe uno scatto di dignità e qui viene in mente il Manzoni e la sua massima sul coraggio. Ovviamente saro’ lieto di sbagliarmi!
Rimane poi da stabilire se tale interpretazione errata fosse dovuta a colpa o dolo. Rimane il fatto che, il passato Comites, con il beneplacito dell’amministrazione del Ministero degli Affari Esteri, e anche sulle ragioni di questo ci si dovra’ porre qualche domanda, ha avuto fondi illegittimi, seppur non illegali, per delle attivita’ che ha promosso come finanziate di tasca propria, a carico dei membri stessi. Cosa che (il finanziare di tasca propria) evidentemente, non sara’ facile dimostrare. All’attuale comitato lascio l’analisi dei bilanci, con l’augurio di “buon divertimento”.
Di tutto questo non e’ rimasta traccia alcuna a verbale ne’ nelle coscienze dei membri del passato Comites.
Ecco che si capisce chiaramente come l’avv. Cimegotto, oltre del non godere della mia stima ne’ della mia fiducia, cosa che immagino non la faccia dormire serena la notte, non è persona la cui parola io possa accettare come avente validità alcuna.
Colgo quindi l’occasione per chiederne le dimissioni (ALMENO!) da segretaria del comitato, se avesse alcuna dignita’ si dimetterebbe del tutto. Anche visti i suoi legami professionali con l’ambasciata, a cui ha inoltrato una fattura di € 8,102.00 nel 2018, quindi mentre era segretario del Comites, un comportamento assolutamente scorretto in un paese normale. Bisognerebbe quindi decidere se si voglia farne parte o meno, di un paese normale.
Ci sarebbe da chiedersi che cosa mai avessero revisionato i revisori dei conti ma, ci rendiamo conto, che la forma e’ salva, ergo immagino gia’ le pretese di correttezza e legalitá del lavoro svolto, cio’ che e’ giusto interessa certamente a pochi e non all’ing.Argentini, revisore dei conti allora, revisore dei conti adesso, collega dei membri Rossi, Battistig e del responsabile dell’ ESI, nonche’ ex-membro comites, Eros Capostagno (tutti ‘figli dell’EPO’) nonche’ percettore, l’Argentini, di premio Comites 2018(!) per non si capisce bene quali servigi resi alla comunita’ tutta!
Quindi: il Comites che premia con il premio Comites il revisore dei conti del Comites, a sua volta ex-membro Comites! Simpaticissimi!
Ma d’altra parte ci sarebbe anche la consigliera Daniela Tasca che, per il suo libro sull’emigrazione italiana negli ultimi 100 anni ha, per quello che ho potuto fin qui riscontrare, personalmente o tramite la sua ditta “Mediaterra”, preso finanziamenti per la bellezza di 39,492 euro dall’ambasciata, a cui vanno aggiunti 1,229€ per spese di promozione e 205 per il trasporto dei libri (!!!).
Ecco che il lavoro svolto come volontariato etc assume connotati completamente diversi e questo giro vorticoso di simpatie trasversali Patronato Acli – EPO – ESI – Vecchi e nuovi Comites assume, oltre al ben noto connotato autoreferenziale, un sistema di protezione di piccoli favori, clientele e commistioni con le istituzioni “vere” e tali in quanto eroganti fondi, vedasi gli esempi di cui sopra. Sarebbero state scelte comunque la Tasca e la Cimegotto per i lavori da svolgere? Non lo sapremo mai, idem dicasi per la domanda: avrebbe fatto beneficenza di tasca propria il Comites 2015, non avesse avuto migliaia di euro di diarie non dovute da cui “attingere”?
Di diarie si e’ gia’ parlato in uno ‘scambio’ con la PresidentA-Ducia! Barbara Summa circa le intenzioni del “nuovo” Comites. E la Summa, alla mia richiesta di chiarimenti, rispondeva da par suo mostrando chiaramente di esserne profondamente ignorante (mai leggersi i verbali! Che noia, i verbali!) ma non di farsi per questo rallentare nell’esercizio delle sue funzioni, ci mancherebbe! L’importante e’ blaterare, di “rinuncia alle diarie”, di “diarie non erogabili” ed altre corbellerie.
[carlo trobia]Barbara Summa: chiederete anche voi la diaria come il vecchio Comites o vi rinuncerete?
[Barbara Summa]
per quanto ne so io il Comites precedente aveva già rinunciato alla diaria, non so dirti al momento in quale dei verbali se ne parla, ma se lo trovi e lo vuoi linkare qui per tutti penso che sia utile
[carlo trobia] Barbara Summa: cominciamo male, e vorrei esserne sorpreso ma, per qualche motivo, non lo sono.
La diaria non esiste piu’. O meglio, quella “forfettaria” non esiste piu’.
“Per quanto ne so io”: non granche’, evidentemente.
Forse sapresti di piu’ se ti fossi presa la briga di leggerli, quei verbali che menzioni. E non perche’ il “vecchio Comites” vi avesse rinunciato, quelli poi! Figurarsi se avrebbero rinunciato a dei soldi. No, non hanno rinunciato ad una beneamata e non perche’, come scritto da loro nel verbale, le diarie sarebbero “non piu’ erogabili” secondo una sentenza dell’avvocatura di stato ma perche’ l’avvocatura di stato ha dato parere contrario alla “prassi”, ovverosia all’erogazione di diarie erogate forfettariamente e senza giustificativi di spesa!
Ed e’ finita la festa di soldi elargiti ai vari comites in giro per il mondo perche’ giocassero a fare della beneficenza con soldi nostri. Non tutti, ovviamente. Facciamo chiarezza per chi leggesse e non fosse addentro a questi dettagli.
Il resto del post e’ riscontrabile qui, tratta di molte cose gia’ qui descritte: https://www.facebook.com/groups/7754463958/posts/10159467981713959/
Questo il simpatico scambio con la presidentA-Ducia! Sig.ra Summa, che si spera si sia letta i verbali, nel frattempo, ma e’ molto presa, e’ molto impegnata e poi c’ha i bambini. Meglio che si dimetta anche lei, da presidentA-Ducia!, almeno. Ha gia’ fatto abbastanza danni.
E dire che sarebbe compito di questo comitato, di VOI membri, fare chiarezza e pulizia, non del pubblico. A cominciare da chi controlla i controllori, tipo revisori dei conti “amici”. “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.” Costituzione della Repubblica Italiana, art. 54.
Quindi uno sguardo su progetti finora svolti, fiore all’occhiello! Signora mia, il lavorone!!! Sorvolando per umana pietà sul “caso Pavan”, vediamo un esempio di cosa siano le “conferenze” organizzate dal comites.
Un esempio ed una premessa: nel 2014 organizzo io, non avendo di meglio da fare, una serata d’informazione per gli italiani di nuovo arrivo nei Paesi Bassi, l’Istituto Italiano di Cultura mette gentilmente, e gratuitamente, a disposizione la sala, gli speaker della serata furono:
-Marika Viano (poi nel Comites)
-Antonella Ciuffoletti (anche lei eletta-ineleggibile nel Comites)
-Giorgio Mauro (ex-Comites e rappresentante CGIE)
-Roberto De Falco (avvocato e console onorario ad Amsterdam)
-Carlo Trobia, non un omonimo.
Abbiamo parlato di casa, lavoro, salario minimo, stato civile e iscrizione all’aire, tra le altre cose. https://iicamsterdam.esteri.it/iic_amsterdam/nl/gli_eventi/calendario/2014/12/vivere-in-olanda-istruzioni-per-l-uso.html costo della serata: ZERO euro. Non ci sono registrazioni dell’evento disponibili perche’ l’ambasciatore Azzarello si rifiuto’ di dare la propria registrazione dell’evento adducendo i soliti “motivi di privacy”, citati sempre&solo ad minchiam. Dissero dall’ambasciata che si sarebbe dovuto richiedere una liberatoria a tutti i presenti ed altre amenità, vedi subito oltre.
Un anno dopo, nel novembre del 2015, il Comites precedente organizza una sessione analoga: “Olanda per principianti”, senza specificare se si stesse parlando del pubblico o dell’organizzazione.
Interventi sui generis, molte banalita’ ma c’erano ovviamente anche state nella sessione precedente, quella da me organizzata. Non si danno indicazioni “base” quale il salario minimo (nemmeno della sua esistenza), non si parla di sfruttamento sui luoghi di lavoro e di come denunciare, si danno consigli inutili su come fare un CV “vincente”.
Esistesse un modo per scrivere un “CV” vincente tutti ne farebbero uso e si perderebbe, ovviamente, ogni vantaggio. E poi delle corbellerie belle e buone tipo il “giving is the new getting” del “consultant” Mario Kruysse che fece impallidire piu’ di una persona in sala: quella era ed e’ la realta’ da cui la maggior parte delle persone stava e sta fuggendo, dello sfruttamento con le piu’ varie scuse. Era presente un moderatore ma anche una presentatrice, forse straniera? Cosa curiosa, ma tant’e’.
Cosa non curiosa: il costo della serata di 900€, come da bilancio firmato, di “rimborsi e spese”, tra cui anche alla dott.ssa Orofino, s’immagina, collaboratrice in quel momento dell’avv. Cimegotto, segretaria del comites.
Ma anche per il broadcasting e la registrazione della serata affidata a…? Radiopizza, sorta di appendice mediatica del patronato ACLI, con cui condivideva la direzione nel Roberto Paletta, ora “patron” del Patronato ACLI Utrecht (che e’ una stichting di diritto privato olandese, lo ricordiamo), non un omonimo del tesoriere dell’allora Comites ma proprio lui! Trasmessa serenamente ed il tutto senza richiesta di liberatoria ad alcuno, quando si dice il caso, la coincidenza! C’e’ privacy e privacy, evidentemente.
Sarebbe bello pensare che la conferenza del 2015 sia stata 900 volte piu’ d’aiuto alla comunita’ della precedente ma e’ oggettivamente difficile pensarlo.
Ecco come se ne vanno i soldi, in tali piccinerie. Aiuto alla comunità? Di difficile individuazione. Dopo cinque anni di attività votano per il “nuovo” comites meno persone, in proporzione, di cinque anni fa. La comunità aumenta mentre il comitato è sempre più ripiegato su sé stesso e sul suo piccolo mondo antico fatto di amici&parenti.
Concludendo: vista l’attitudine alla censura e alla “costruzione della memoria” di questo Comites, sarà mia cura, tempo permettendo, di dare alla luce un resoconto dettagliato e parallelo dell’attività del comitato, fatta anche di analisi di bilanci e di progetti. Anche per fare stare tranquillo l’ing.Argentini, che non è e non sarà solo nel controllare i conti.
Questo per dovere di cronaca, protetto e riportato chiaramente come eccezione nella legge olandese che vieterebbe, secondo voi, la possibilita’ di registrare e diffondere le vostre sedute.
Vi auguro tanta ma tanta buona fortuna nel cercare di dimostrare, in una corte olandese, che le cose che ho registrato e registrerò, diffuso e diffonderò, riprese in pubbliche occasioni e tra l’altro già registrate da altri e mai riportate (o mal riportate), non siano d’interesse giornalistico e pubblico ma violanti supposte ragioni di “privacy”!
Anche perché faccio mia, da attivista più che da pubblicista, la lezione del grande Horacio Verbitsky, lui sì Giornalista, che quoto per vostra scienza: “”Periodismo es difundir aquello que alguien no quiere que se sepa, el resto es propaganda. Su función es poner a la vista lo que está oculto, dar testimonio y, por lo tanto, molestar. Tiene fuentes, pero no amigos. Lo que los periodistas pueden ejercer, y a través de ellos la sociedad, es el mero derecho al pataleo, lo más equitativa y documentadamente posible”.
E quindi faccio mio anche il diritto di prendervi a calci (“el mero derecho al pataleo”, per chi non mastica le lingue), ma SEMPRE nella maniera più equa e documentata possibile, come mio dovere.
Alle prossime occasioni,
C.Trobia
Il Comites Olanda ovvero come fare elemosina con i soldi nostri, in tempo di Covid.
Premessa: per legge, la Farnesina deve aiutare i connazionali in difficoltà, anche economiche, ovunque essi si trovino nel globo terracqueo. L’assistenza va richiesta alla locale sede consolare ma molti, a parere di chi scrive, non lo fanno perché non hanno cognizione, o forse fiducia, che la sede possa aiutare.
I Comitati degli italiani all’estero (COMITES) sono stati creati nel 1985 per raccogliere le istanze delle comunità e rappresentarle alle varie sedi consolari e diplomatiche e per far questo dovrebbero essere ben collegati alla comunità stessa. In realtà tali comitati sembrano essere stati creati apposta per l’attitudine tutta italiana a far sentire importante qualcuno a carico nostro, ad alimentare l’illusione, se non la promessa, di una carriera politica seppur minima.
Il fatto: nella conversione in legge del DL 17 marzo 2020, n. 18, il famoso “Cura Italia”, si stanziano 5 milioni per il “potenziamento” dell’assistenza ai connazionali in difficolta’ a causa della pandemia fuori dai confini nazionali. Quasi un euro a testa per gli oltre 5 milioni di italiani in giro per il mondo. Dà da pensare che, dalla prima stesura del decreto riportante le “Misure per l’internazionalizzazione del sistema Paese” vengono aggiunte le seguenti parole: «e potenziamento dell’assistenza ai connazionali all’estero in situazione di difficolta’». Segno che nella prima versione a tale potenziamento non si era pensato o che la situazione di difficolta’ non si era ancora manifestata.
Il fattaccio: durante la riunione del Comites di Den Haag del 12 Dicembre 2020, come riportato dal verbale della stessa riunione: “La dott.ssa Fanella informa dell’esistenza di fondi di assistenza per gli Italiani all’estero per far fronte all’emergenza Covid-19. Consistono in un sussidio per far fronte temporaneamente (una tantum) alle spese. Si deve dimostrare il non aver accesso ai fondi locali e la somma viene valutata caso per caso”.
Gioca anche tu a “Anche io Presidente!”
La dott.ssa Fanella lavora come contabile presso l’Ambasciata italiana a Den Haag, e la notizia che riporta non causa nessuna eco se non in un unico membro del locale Comitato Degli Italiani all’estero, Marika Viano, le cui parole vengono messe a verbale cosi’: “VIANO: il problema dei nuovi indigenti è grosso e molti stanno commettendo atti di piccola criminalità`, perché non hanno di che mangiare e non hanno una posizione ufficiale qui, perché arrivati quando ancora la pandemia non era conclamata”
Perbacco, ma sono arrivati i fondi, quindi qualcosa si potrà pur fare, o no? In teoria si’, ci sarebbero i fondi, ci sono i Comites e, quindi, cosa si fa?
Beh, nei Paesi Bassi non molto. E questo nonostante gli inviti del nuovo capo missione, dott. Novello, a farsi “megafono” con la comunità italiana. Nel suo “discorso d’insediamento” ricorda, infatti, ai locali membri che potrebbero dare una mano almeno diffondendo informazioni utili presso la comunità, come riportato nel verbale della seduta del 27 Marzo 2021:
“Presente l’Ambasciatore, Giorgio NOVELLO e la dott.ssa Maria Pia BIANCONI. Presenti per il CGIE, il Rappresentante per i Paesi Bassi Andrea MANTIONE.
Saluto dell’ambasciatore Giorgio NOVELLO che auspica alla collaborazione fattiva col COMITES soprattutto, ma non limitatamente, alle 4 aree sottostanti:
– social media, servizio ai connazionali dal punto di vista informativo e sarebbe importante che anche il COMITES spiegasse cosa i servizi consolari possono fare e non possono fare;” etc.
E invece non si da nessuna comunicazione, da nessuna parte, dell’esistenza di questi fondi, e non solo in Olanda. Gli unici a darne notizia sono quelli dell’ambasciata di Canberra, che metteranno un annuncio apposta sulla pagina “Assistenza” del loro sito, salvo poi toglierla per motivi non chiari. E le altre centinaia di sedi nel mondo? Silenzio. Eppure la notizia, ad alcuni, di sicuro arriva: Stoccarda, Colonia e Monaco, per esempio, nell’anno della pandemia vedono aumentare gli aiuti ai connazionali in difficoltà rispettivamente del 145%, 341% e 94%. Evidentemente in Germania si è sparsa la voce, in qualche modo. O forse in Germania sono meno “frugali”.
Ed il Comites Olanda? Che ha un sito internet con pagine di annunci ed una pagina facebook, che si accompagnano alla pagina istagram dell’ambasciata nonchè all’attività di vari membri del comitato nelle diverse pagine facebook “Italiani in Olanda- Aiuto ed Informazioni”, “Italiani ad Amsterdam”, “Italiani qua”, “Italiani là”, etc.
Niente, nada, nulla, il silenzio. Rotto da un’iniziativa, senz’altro meritoria: una colletta tra i membri, ma fatta con soldi nostri verrebbe da aggiungere, visto che i membri del Comites Olanda si trattengono la diaria dal 2016 sembra proprio a questo scopo.
La “Spesa del Cuore”, nome suggestivo per una distribuzione di buoni spesa per quelli che proprio non ce la fanno ma che, evidentemente, non sanno che l’ambasciata li potrebbe aiutare. L’iniziativa è ripetuta ad una settimana dalle elezioni di rinnovo dei comitati e vengono rieletti, forse anche grazie a questo, il presidente Pravisano, il vicepresidente Barone e la segretaria Cimegotto.
Che senso ha? Perche’ non pubblicizzare fondi erogati a tale proposito e poi organizzare un’iniziativa simile con mezzi sicuramente piu’ limitati, ancorchè nostri. A questa domanda il Comites locale non ha risposto, proviamo allora noi a pensare male, che come disse uno pratico: “si fa peccato ma spesso ci si indovina”: distribuendo l’elemosina si avrà la gratitudine del beneficiario, che potrebbe trasformarsi in voto, in questo anno di elezioni per i Comites.
Senza contare che evitando la pubblicità si evita un surplus di lavoro ai consolari, con cui è proficuo tenere buoni rapporti. Ma questo lo aggiungiamo noi che siamo sempre in malafede, ci piace la malafede, sguazziamo nella malafede!
E poi, come riportato dalla responsabile della cancelleria consolare dott.ssa Bianconi, quindi anche responsabile degli aiuti alla comunità nei Paesi Bassi, i connazionali sanno che l’assistenza è sempre possibile richiederla, come da pagina apposita del sito dell’ambasciata.
Perchè richiedere è lecito, ottenere tutto un altro discorso, le circolari ministeriali che danno attuazione al servizio sono cosa ben piu’ complicata. Infatti la dott.ssa Bianconi giustifica la mancanza di pubblicità con la difficoltà che incontrerebbe l’utenza nell’interpretare i requisiti di legge per accedere a tali fondi, quindi meglio fare come dice lei: “Ci contattino e valuteremo noi se ci sono i requisiti o meno”.
In teoria potrebbe anche funzionare, a parte un paio di dettagli. Nessuno risponde MAI al telefono all’ambasciata, componendo estensioni a caso sono riuscito una volta sola a parlare con qualcuno, la signora Alivernini dell’ufficio commerciale. Va meglio con le mail ma, ancora una volta, il rapporto epistolare prende subito un sapore da deserto dei Tartari.
Insomma, la comunicazione non e’ il piatto forte della cancelleria consolare de L’Aja. Certamente anche per colpa dell’esiguità del personale, sceso da 15 a 10 unità nel 2018, mentre il tecnico informatico che aggiornava il sito è stato rimosso, sempre per tagliare i costi, nel corso dello scorso anno. E ci si lamenta di straordinari fuori scala e mai recuperabili, viste le condizioni di personale. Come prendere ferie se non c’è nessuno che ci può sostituire? E di burnout sempre più frequenti.
E’ curioso come il bilancio del Ministero sia, però, in costante aumento dal 2012, anno dei famosi tagli lineari.
Poi c’e’ l’interrogativo a cui la dott.ssa Bianconi non ha saputo rispondere: se la comunità, a suo parere, è a conoscenza dell’esistenza “continua” di fondi, perche’ la dott.ssa Fanella ha comunicato dell’arrivo di quelli “extra” al Comites nel Dicembre del 2020? E perchè stanziarne altri con il “Cura Italia”?
E, ancora: perche’ il Comites non ha passato l’informazione alla comunità, visto che alcuni italiani nei Paesi Bassi erano cosi’ disperati da ridursi a rubare per mangiare, come riportato da un membro del comitato stesso? E come mai invece di rubare questi non avevano provato, almeno, a chiamare in cancelleria?
C’e’ quindi un piccolo dettaglio finale: dai bilanci dell’ambasciata risulta che i fondi utilizzati nell’anno della pandemia per aiutare i nostri connazionali nei Paesi Bassi sono stati di 248 euro superiori all’anno precedente, in cui il mondo era ancora lieto e felice e l’economia andava a gonfie vele. 6908 euro contro 6660. Un po’ pochino, considerando una comunità di 56591 iscritti all’AIRE, ergo nella realtà (che per qualche motivo non e’ iscritta all’AIRE) ben piu’ grande. Possibile che non si sia sentita la necessita’ di chiedere aiuto in numero maggiore in un momento cosi’ difficile?
Poi ci sarebbe il confronto con gli 11,042 euro del 2018, a fronte del 500 euro erogati nel 2017, dei 2,048 euro del 2016 e dei 1,340 euro del 2015. Giusto l’anno delle elezioni politiche.
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Una nuova canzone per me
Quando si cita il Vasco e’ per roba seria, da far tremare i polsi. La vita segue spesso traiettorie proprie, facendosi beffe di piani e desideri, di tempi e modi, di mezze eta’ e giovinezze.
Le promozioni non arrivano mai quando devono, gl’amori finiscono sempre troppo presto, i genitori ci sono troppo o troppo poco, dei figli non si sa mai “bene” cosa fare.
Ecco quindi che mi trovo non ad un bivio, ma ad un crocevia, ad un brutto quadrivio di provincia. Mi ritrovo del tempo a disposizione, un lusso ed un brivido non provato da anni, le praterie da cavalcare.
Ma in quale direzione? Curarsi il bisinis? Investire sulla famiglia? Imparare a suonare l’ukulele?
Non ci riesco, non sono persona. Per un senso di colpa che sento curioso mi sembra sempre di approfittarne, della mia vita. Che debba appartenere anche ad altri, di essere al mondo per aiutare il prossimo mio, e anche il prossimo suo. Non riesco a non pensarci, non riesco ad accettare d’essere un’isola di felicita’ in una mare di preoccupazioni, di stenti, di lacrime, di nervi. Di dolore. Di solitudine, di angoscia per un futuro non solo ignoto, ma anche spaventoso.
Io, invece, sono troppo filosofico, non me lo potrei nemmeno permettere, tenendo famiglia. Ma sono cosi’, stoico romano, m’importa ben poco di cio’ che m’accade, e capisco d’essere un’eccezione, una fortunata eccezione. Agli altri, il loro destino, importa eccome, ne sono aggrappati come bestie al ciglio del burrone in cui stanno scivolando.
Che fare, dunque?
Aiutare, senz’altro. Ogni mano data aumenta il totale del karma positivo in questo mondo disgraziato, il valore della cosa e’ assoluto. Di piu’, come ateo protestante (nel senso che “protesto”, che non sono un ateo tranquillo e silente) credo solo nell’”instant karma”, nella riconoscenza dei miei simili, nella fratellanza di cui parlava Van Gogh, quella capace di rompere la gabbia di dolore che ci trattiene, quella che ci fa intravedere possiblita’, orizzonti, felicita’. Ergo aiutare si deve, anche per noi stessi, forse principalmente per noi stessi, senza aspettarsi gratitudine ma, anzi, avendo la forza di sopportare l’ingratitudine. Ma con la convinzione di stare dando un esempio, di cercare di lanciare una moda, di fare i trend-setter della solidarieta’, aspettando poi a cuor leggere il ritorno dell’investimento, che questa solidarieta’ incontri un moltiplicatore di quelli delle scuole economiche italiane (i maggiori dell’universo) e che, alla fine, un po’ di questa montagna, di questi cumulonembi di solidarieta’, un po’ piova anche su di noi, possibilmente nel momento del bisogno. Io sono stato aiutato, e quando ne avevo bisogno. Se posso scrivere queste parole e’ anche grazie a chi, decenni fa ma anche tutt’oggi, mi ha aiutato e mi aiuta, da soli non si va da nessuna parte.
La sfida perfetta e’ dunque quella del COMITES, quest’entita’ astratta di vago sapore fantozziano, comitato di saggi e buoni signori aiutanti la povera comunita’ di emigrati italiani dove si trovano, all’estero, lontano da casa, “stranded”, come si dice nella lingua franca internazionale. E stranded siamo, quasi tutti, con un bisogno estremo di volare e nowhere to fly to. Di conoscere realta’ nuove, d’imparare lingue astruse, d’integrarci con culture ortogonali alla nostra in qualche modo matto e disperatissimo, figlio d’un bisogno umano di capire almeno con chi abbiamo a che fare. L’Olanda, ma anche la Cina ed il Medio Oriente, quello bifronte à la Dubai, sono le mie esperienze, gli ottomila che ho gia’ scalato.
E chi rimane indietro, in cordata? Chi sta per precipitare? Lasciarlo andare o provare a salvarlo, rischiando in proprio? Non riuscirei mai a fare l’alpinista. Dovrei fare sempre e solo ascensioni in solitaria, ed il bello e’ che questo e’ possibilissimo, avviene ogni giorno. Ma la societa’ e’ fatta di piu’ individui, la comunita’ implica un sensio di coesione mentre gl’italiani in Olanda sembrano una collezione di monadi piu’ che membri di un gregge, di un branco, di un gruppo, di una famiglia allargata e aggregata con piu’ pecore nere che bianche, ma anche tante marroni, rosse e a strisce giallo-blu Ikea.
Ci sono necessita’ comuni? Ci sono “istanze della comunita’? Bisogni primievi che tutti noi abbiamo, come Italiani qui nei Paesi Bassi? Si’, ci sono sicuramente.
Lavoro, casa, confronto con la burocrazia, con LE burocrazie. Tasse. Non si scappa, ci siamo tutti dentro, perfino chi ha l’HR department piu’ sghicio del mondo, perfino un locale Duca Conte Semenzara con valletti e paggetti. Tutti abbiamo bisogno, poi, di rinnovare il passaporto, di capire dove e come si paghino le tasse, e a chi, etc.
Il bisogno d’informazione seria, vagliata, approfondita e quindi masticata, digerita e messa in chiaro nero su bianco online, facile da trovare e consumare, e’ enorme. Il COMITES, questa cosa che nessuno conosce, i Comitati degli Italiani all’Estero, puo’ farlo. Puo’ fare poco, il COMITES, per legge costitutiva,
ma QUESTO puo’ farlo. E puo’ rompere le scatole alle istituzioni italiane in loco, anche questo puo’ fare. Perche’ i passaporti non possiamo stamparli da soli, ergo c’e’ chi deve aumentare la propria produttivita’, come si dice oggiggiorno. Insieme, COMITES e istituzioni, possono e DEVONO rendere la vita dei ministeriali della Farnesina a Roma un inferno sulla terra, dovranno avere la tentazione di costruirsi una macchina del tempo e scappare nel Vajont del ‘16 o nel Vietnam del ‘69 per riposarsi un momento. Perche’ sono loro che decidono come fare, cosa fare e quando farlo, con quale budget. Le “direzione generali”, vere e proprie cricche con interessi propri, su cui spero presto di scrivere un pezzo.
Ergo nulla cambiera’ se non per un principio perclaro: non cambiare costerebbe di piu’, soprattutto in termini di rottura di coglioni, da noi perpetrator. E’ chiaro che il cambiamento va “stimolato”, diciamo cosi’, ed e’ nostro compito trovare nuovi ed efficaci modi di stimolare chi di dovere, e stimolarlo sempre di piu’.
Ecco, unire le mie innate ed olimpioniche capacita’ di rompicoglioni alla capacita’ di aiutare il prossimo tramite il COMITES e’ la mia nuova sfida, la mia nuova canzone da imparare a suonare, possibilmente all’ukulele. E vale la pena di metterci grande impegno, grandissimo impegno.
Diverso il discorso della socializzazione. Socializziamo? Ci aggreghiamo, beviamo e cantiamo tutti insieme? Ci chiamiamo “ragazzi” anche se abbiamo quasi sessantanni? Anzi, ci chiamiamo ‘ragazz*” perche’ fa piu’ che moderno, fa contemporaneo? Non siamo forse famosi nel mondo per bonomia, carattere sociale e gioviale, ospitalita’, calore umano, etc? Mah, forse non sono la persona adatta per questo secondo aspetto della vita comunitaria, ho gia’ troppo del mio da gestire, mi verrebbe da dire.
TBC
Addendum del 09-Dec-2021:
Ho scritto di getto il pezzo di cui sopra all’inizio con l’intenzione di creare un qualcosa che rinviasse generasse traffico verso le liste, le leggi, le pagine facebook coinvolte nell’elezione di rinnovo del Comites Olanda. Ne è uscito un pezzo personale sulle motivazioni proprie (le mie) nel tentare un’avventura, insieme ad altri, nello spazio intergalattico burocratico dell’Italia all’Estero. Fortunatamente, prima che il razzo partisse, ho deciso di scendere. Non devo farmi bello (lo sono di mio), non mi piace essere chiamato “presidè”, mi piace aiutare seriamente il prossimo, non prendermi il merito di averci provato con le mani legate (dalla legge italiana) dietro la schiena e nel (poco, pochissimo) tempo libero. E con compagni di viaggio di non provata capacità, mettiamola così. Non si scalano montagne con chi vuol fermarsi ogni momento a scattare foto al panorama o a se stessi per poi bullarsene con gli amici, ci vuole ben altro. E non si può seguire la via tracciata dalle istituzioni, non porta da nessuna parte, è una spirale lentissima che ci porta a salire meno di quanto cresca la montagna stessa (Sagarmatha cresce di 6.35 cm all’anno, quindi e’ cresciuto di un chilometro negli ultimi 15,750 anni). Ergo non è una via da seguire, ma non “per arrivare in cima”, ma anche solo per provarci! Bigna trovare la via alternativa, bigna farlo da noi, penso ai cinesi che, ancora non si sa come o con quale costo umano, misero le scale nei punti piu’ bastardi del “North Face”per eccellenza, quei punti con difficolta’ “abominable”. Ecco, non ci sono fotografie di quei cinesi, ma ci sono ancora le scale, per noi e per tutti gli altri.
“Tuinwijkzuid or Parkwijkzuid?”
The East&West Garden situation: a personal outlook on recent past, clammy present and a possible “brighter” future. With few proposals.
Executive summary:
The past: Fed up of seeing the gardens unkempt and my sight of the west garden diminishing behind a growing green wall I approached the member of the tuincommissie, informally at first, and, after one year of trying to have a meaningful reply, or a commitment of sorts or even an indication of future actions, I decided to dig deeper into the matter. Together with others I engaged Otto & Renet (and the rest of the bestuur later) only to find out that:
- Maintenance nearby our houses have not been performed because they were too busy: there are 86 houses, which means hundreds of issues, thousands even but hey! There is always time for ice cream! “Gezelligheid first”!
- The Tuinvisie has (largely) not been implemented because either considered only a “guideline”, whatever that means in their interpretation, or because they were too busy and hey! They are only volunteering for the job, so they do not “have” to do it, it’s basically on a “time permitting” basis. How do you say “accountability” in Dutch? More on that later.
- Otto and Renet have all the power because they are part of the bestuurscommissie, their “mandate” is like the yellow “S” on the blue costume. So they are a “vrijwilliger baas”, if you’d like. Which is an interesting concept, very modern! All the fun and zero responsibilities. I’d say they are ready for Bruxelles! Or, at the least, for the Tweede Kamer, hopefully the one in Amsterdam.
- After much pressure (and emails, and meetings) we got a timeline for performing maintenance on our patch, suddenly in a way very strictly adhering to the Tuinvisie, which was passed onto the executive arm (Otto & Renet being the “brain” of the operation, mind you).
- Such executive arm, namely mvr. Welna Buwalda, who gets 10,000 euros a year for garden maintenance, nixes the request claiming that it is not germane to her job description (!!!).
- We’ll have to wait until someone else is called to do the job but wait! An ALV has been requested because it’s easy to say “planned maintenance”, but why is the Generally Assembly of the UN not being involved? And the WWF? And the National Geographic? Disney Channel, maybe??? So it seems our patch will go unmaintained until further communication from the powers that be, unless… The present: Unless it is not going to happen. Not a chance. I am announcing, with and through this, that I am going to perform, by myself or with whomever would like to join me, gardening on the contended patch during one of the following days. It would be an act of civil disobedience if “obedience” was due, which is not the case. I state my right to it and the wrongdoing of Otto & Renet, with the lassez-faire of the rest of the bestuurscommissie. To the (civil) court the last word?
For the future: for me it is unacceptable that the bestuurscommissie could even think to interpret their mandate as broadly as they like, let’s get back on earth. Let’s discuss and vote and put into the “statute” that the tuincommissie EVERY YEAR, will have to:-enquire ALL and EACH of the 86 houses about their wishes for the gardens for the coming year, and yes: I do include also who rent, it is the civil and decent thing to do, they do not live elsewhere. -draw a list of proposal for actions for the twelve months to follow, – discuss it back and fore with each and all the bewoners while defining the details (who’s going to do it, when and how much will it cost) and PUT EVERY PROPOSAL TO VOTE before the end of the year. And let’s put it in the statute for real, this time! Also about that I’ll write some more later. This is the job, according to me, not scooping frozen bolletjes. Which is perfectly fine, “once the job is finished”. Not before. It’s quite a task, but it shouldn’t come as a surprise, for those who know the meaning of “work”. I reckon this planning phase to be a six-months job, starting in June they should be done before December. Obviously not all the desiderata will be translated into pruning, planting, trimming etc. But they ALL will have to be considered and VOTED, and those ones which are backed by a majority of votes will be implemented, no further discussion and no appeal. (And we do not need even a formal ALV to do all this as there are other voting and polling methods. For me even online is very fine. But, if it comes to an ALV just for that, well, there are worse things in life)This is because there are people who simply do not give a pimple about gardening! It is just not their thing. But STILL want to have a well-groomed garden, and they understand, being older than 9 years old, that it is either going to be supported by an adequate budget or it will not happen. On the other side, I bet there are many among us who will be happy to get their hands dirty no matter what, they don’t really care about the garden design or if it’s a boletus edulis or an Amanita muscaria* they are picking under the klimboom! As long as they are in the garden, they are happy, which I can relate to. So I do believe there will be a lot of “free workforce” happy to help but the design will have to be commonly discussed, chosen and voted before to be approved and put into action. I believe it will take a couple of years to get this to march smoothly and at tempo but we have the Tuinvisie to support us along the road until we get there. And, somewhat like today, it will be a “hybrid” workforce taking care materially of it, a combination of hoveniersbedrijf for the big jobs (or whatever we pay them for) and communal gardening for the easier part, there it will be not even need to “adopt” a patch, they are *already* ours! And we will have a clear vision of what is going to happen with them, with all of us being part of the action, either in the gardens among the bushes or simply as VOTING (and paying) bystanders, both groups having EQUAL rights when it comes to decide the design of the gardens. “Participation” does not mean “representation”. TAXATION does, and as long as we pay our part of the service costs every month, and we have the right to vote, we have the right to be part of the decisions until we do not, by VOTE, written and recorded, delegate otherwise! About accountability: we could think to hire, and pay, someone external to be in charge of our plans and desire for the gardens, no excuses like “we do it in the evening, we have kids, we have a job, we have a life, the car broke down, there was a earthquake, flood, LOCUSTS!” Let us have someone who is FULLY RESPONSIBLE for the job at hand, and less finicky about their job description. Otherwise it has to be clear that, whomever will take the job of taking care of the garden is not there to fulfill his or her lifelong dream to be a garden designer, that position is already taken, by 86 other people. They will be there to be the “gardeners”, and only that. Chief gardeners, head gardeners, lead gardeners, if you like, but… You got the idea. Also, an external company and a voting process WILL avoid further friction among tuinwijkzuiders. The job is a hefty one, let us state it once and for all, and let us weed out those who believe it can be done in their “spare time”. You have to have a lot of commitment, and time, and patience, and energy, and full availability to each and everyone, not only to those you “like”. Folks, this is just the beginning of the discussion, please contribute, it is YOUR garden also, and you pay for its maintenance, every month! And if your vote does not count for the garden, it will not count for other matters which might be more dear to you, defend your right to be counted and to count in the Tuinwijkzuid community, where there’ll be either democracy (and a fair and square one!) or, hear hear, it will the War of the Roses all over again. In fact, it might be already happening.
Juicy “postscripts” to follow soon. A copy of this post is available here
The whole goddamn Megillah
The Full Monty:
Dear fellow neighbours,
I finally find the time to give what I hope to be a meanginful contribution to the debate which has being going on, somehow subterraneously, somehow disconnected, over the garden, better, “the gardens”, the in-famous “tuinen” in “Tuinwijk Zuid ”, in the hope to shed light about what’s going on and, most importantly, what coming.
I intervene in what is the on-going debate on the actual and future shape of our gardens, with a bit of background, which hopefully will shed some light on many rumours heard. This is in the will to bring the full debate in the open and in the attention of the whole community of twzuiders, the gardens are a common resource.
I have noticed since joining TWZ, now over seven years ago, that the maintenance and, therefore, the design, the development, of the gardens seemed left to the wish, will and wit of a few: while it seemed the lawn was being mowed and somewhat randomly, the big bushes where never trimmed, only ONCE the large patch of Hortensia in the little “jungle” in my corner, and I seem to remember that created great discomfort in some.
I, in fact, came to understand that there was a part of the community who liked the gardens unkempt, “savage”, so to speak, or natural, if you prefer. Which is not “natural” for a garden, which is an artificial construct, I would like to remind everybody who forgot that.
I did not have the luxury to follow all-things TWZ in the past few years and, hence, also the garden slipped by, but I did exchange a few comments with neighbours passing by and a few things became clear: Welna Buwalda had an own vision of the place, which is not bad per-se, and which I would like to define of “magical realism”: she liked high bushes which were able to “hide” someone walking around, a perspective I will reencounter later, since we live in a time when dragons (et al) are particularly popular (just ask HBO).
No surprise, thus, that my suggestion to cut bushes low near my own courtyards ended nowhere. The suggestion was, truly and still is, to allow “light and sight” to all those who did not, in fact, feel like playing hide&seek in the WHOLE garden (the central area, in my advise, should suffice to satisfy the “child within” in most of us), especially considering that ours is an INNER garden, meant to be surrounded by living quarters which happened to be, to our great fortune, beautiful enough to be considered “rijkmonumenten”, while the garden is not, I also would like to remember some.
So, should the houses be seen from the garden? Yes, that is what it is suppose to happen. Should people be seen as well? Not at all, that is what curtain are for. Even in Dutch there is a word for those: gordijnen. And they sell them in shops, and you can buy them! Wonderful things happen nowadays! Of course, the issue is different if you would like to be sitting in your backyard without being seen, in this case I would consider relocating in a place where gardens are less “communals”.
Because, let’s face it, there is NO WAY to hide your privacy while sitting in your terrace. And it is not enforceable: a backyard which opens to a common area is not supposed to be “reclusive”, and I am happy to hear the wisdom of the civil court on this point, if needed be. Certainly, I only need to climb one flight of stairs to look into most of the courtyards, two, if I really have to!
Back on the story: I met the new “tuincommissie”, Otto and Renet, now I believe almost a year ago, and expressed my point of view on the garden, to which I had no meaningful replies, but a lot of smiles, which I believe now were supposed to console and suffice me. Unfortunately for the givers of such comfort I am a pretentious and demanding kind of mofo, hence the ensuing events. After having asked Renet first, Otto then, and both of them at once at one of the many “tuinavond-middag-borrell” by then organised and having understood that nothing was coming my way I started looking at the matter in the detail, and talking as well to my neighbours Jan and Fenna, but also Leo et al.
And we had a second, in-deep reading, to the document, approved by THIS community by its own majority vote, which should be describing and driving the maintenance and development process of both our inner gardens, the “Tuinvisie”.
Obviously the matter got sour pretty soon because
- We were demanding actions
- The bestuur, Renet and Otto just wanted either to dodge any responsibility and/or to keep indulging in the gezelligheid: their choices, their designs (the infamous Westtuin Dragonbushes!) , their tuinbakkijes, their tuinavond, the ice creams, etc.
Until we decide to formalize our request and we to discuss further actions, to which we were proposed an encounter, also with a representative of the bestuur commissie.
But before that we had a little candy, to sweeten our mouths (or so it was in the mind of someone who’d like to think of us in the guise of children, maybe a bit undisciplined!)
Since we were warned not to do any gardening before the meeting, which sounds reasonable, we were quite surprised when mvr. Welna Buwalda came to trim the bushes of…. around the big Ash in our corner! And in quite a “fancy” fashion, a RAMP of a bush! Because it had to be low for me and tall for Ellen, and the result is what you can see: ridiculous, in my opinion, but I do consider also ridiculous dragon-shaped bushes, so maybe it’s me! Who knows! I know that Renet wanted, again, to save the form trying to “come into our way”, without coming our way. Without also adhering to the Tuinvisie, by the way. Just a little trim, to show goodwill, to some people (us) who requested instead some SERIOUS chopping: as per the Tuinvisie, an “area of respect” of 5 meters where nothing can be taller than 1,5 mts. EXTRA, over the Tuinvisie, trimming the …. also shorter than the proposed 2,5 meters: the patch was left unkempt for 7 years, suiting just fine Ellen and those who, like her, like the garden “savauge”, now I wanted 7 years of my own gardening of choice. The rule of the Tuinvisie could be reinstated afterwards.

So, at the May 20th meeting we had another clash because we were asking things like: “The Tuinvisie clearly states that the bushes near the “rondgandepad”, for a distance of 5 meters from its inner edge, while it has not be done? And why nothing has been done in our corner (the one between Tuinwijklaan 1, 3, 5, 7 and Spaarnelaan 25)?
The answer was always the same: “we are just volunteers, we do our best, we have dozens of issues ON our tables, etc”. Which would have been unprofessional and completely bureaucratic in any working context, not being this the case the only word which comes to my mind is: “childish”. Like when the teacher needs to check your preparation and interrogate you and you respond: “I did my best, that chapter was not mandatory and there were so many things to study!” but you still invited people for a tuinavondje, with ice cream, of course.
Or, like it happened during the May 20th meeting: you refuse the session to be recorded, claiming offense that there is no trust in you! YES, Otto, there is NO trust in you, for many for good reason, I do not expect you to admit it but there is no need: it is self-evident. And a word of wisdom: trust is a currency, you must earn it before being able to use it. When exactly you did earn our trust? Or, for you, it was “given”? Because we are neighbours?
A person who is true to his word has no problem whatsoever being recorded: his word is solid gold, can be printed on newspaper or sculpted in stone, there is NO NEED for trust.
Instead: you mentioned to Fenna Politiek that our corner was not being maintained because you (meaning the two of you, of course) did not really fancy bearing the weight of another neighbour complaining about pruning, cutting, her privacy, etc. I do refer, of course, to Mrs. Ellen Swaalf, of Tuinwijklaan 5. Bad choice, Otto, now you have the nagging of a few more AND the one from Ellen to deal with!
So we were asked not to register the session, to which request I refused to commit, until it was agreed that Joseph, in his quality of notaris and member of the bestuur, would continue to record the second part of the meeting. Second registration that we have asked, and more than once, and which, as for today, was NOT given to us. When speaking of trust, and lack thereof!
During the said meeting Otto&Renet proposed, sketched by hand, finally a strict adherence to the Tuinvisie: bushes at most 1,5 meter high for a band of 5 meters surrounding the walking path but bushes even 3 meters high at a longer distance! This because they wanted to be Solomon “The Butcher”, better both parties displeased that one happy and one displeased. Very, very silly. Low-effort, and silly.
And I stated, and will do so again and now: the Tuinvisie will be “enforced” exactly after all the years during which has not been enforced: 7. So, the bushes, which according to the Tuinvisie CAN be left growing taller than 1,5 meters could be left so AFTER I have cut them down to 1,5 for seven years, the amount of time the rest of the bushes which should have been kept and maintained, according to the TV, have NOT been kept and maintained. Either we ALL go “old testament” or nobody does, correct?
Or at least in my corner! Because one thing is clear: there are different “visions” for the gardens, and the democratic rule seems not to be prevailing: Ellen wants high bushes and thick foliage, or at least in the back (in the front Welna Buwalda completely balded my Platanus to allow Ellen to get the light that, THERE, she most desidered!) while Fenna, Jan, Leo and I (but there are more, just talking about our corner here) wants light and sight! And that’s what the TV describe and prescribe.
So, in conclusion:
O&R are completely inadequate, for either lack or time, will or both. Certainly for lack of conscience. The fact that they spread “propaganda” in their own favour is just sad, simply and truly sad.
Let’s leave the political bullshit where they belong, in those palaces where what is decided is several degrees of separation removed from the object of the decision and any of the consequences of such decisional process: here O&R have had, are having (I suppose) and will have quite a tough time, the subject of their decision lives right next door, and it is not going to submit to arbitrary decisions without a fight. A civil fight, a fight nevertheless. Which is not the bullshitting on twitter about neighbours being “tree haters”, Mvr. Van Zetten. The twitter post you so smartly diffused did not specify nor that it was, in fact, YOUR back garden you were talking about, hence the “boomhaters” were and are your neighbours nor that they are NOT tree haters at all and the status of the garden is CLEARLY showing it. Even in that specific patch, and after cutting the (sick!!!) buxus the patch can hardly be called “bald”.
Hence: seen that the procedure is stuck (garden improvement design, garden maintenance of the current design) and there is again no sign of a way forward but only communication dropped from above and propaganda leaflet, I decide to take matter in my own hands, within the guidelines imposed by the Tuinvisie and the written rules of the TWZ complex, for what I see them pertinent. Using my own judgement in any other case.
—1. continue —
WORK IN PROGRESS
Further points:
-the ghost bestuurcommissie: they are mostly not there and when they are they’d like to be elsewhere.
The Bestuur is next in line as per scrutiny. Did not like their in-actions in this matter, want to know more of what they’re doing
The tuin maintenance should we done properly, we have a budget for it!
-no registration, no commitment: planning, in writing, means commitment
-no following the tuinvisie, a blatant “i don’t give a fuck” to the whole
-interpreting the tuinvisie at their convenience: only richtlijnen when they must, the Holy Bible when they need.
-Renet likes the Welna’s style, “hide&seek”
-according to them nobody but them can touch the garden, they claim is the law but, to this day, do not say which one, which is very bad. Worse, they claim is by statute, at first, and then, when asked to show the part of the statute where this is mentioned, they switch to: “we have a mandate, we do what we like”.
-salomonic solution if Solomon was to be known as “the butcher”, no justice at all, just making “everybody a bit unhappy” to be able to say that they did not favour anybody.
-the garden are scarcely to be seen as bald, there are hence NO tree haters in the community

-the politicians are politicians, hence shameless person, they will still be shamed, the public condemnation has to be enforced
The past:
The present: the pamphlet and its meaning: the garden is not “our” to be handled, only to be “walked”, until permission will be granted, not even sitting is allowed. Issues are mentioned, what is in place to be tackled not, they’re just like that, “issues”, it is not given that anybody will do shit about it, life is tough, get a helmet!!
-the patch in our corner, because is not being maintained at all, it is being invaded by haagwinde, and it’s spreading. It was not present in the westtuin before, only in the voortuinen.
-the peren are not to be eaten, if we’d like to follow the Tuinvisie, which says: “no herbs directly in the soil due to pollution”
The future: the rule of majority needs to be re-instated. Planning need to be in place. Discussion and involvement needs to be preventive. The idea is: tuincommissie sketches a plan in June for the following year, we discuss it until october/november, we seal it in details before december and it starts from Jan 1st.
A few years ago…(The Organic Choice)
And this is a blast from the past, unedited.
TOC TOC (“name’s so nice you say it twice”)
Sudden shocks come often on Sunday, as Murphy’s law can get a lower profile at times, but it will never, truly, be outdated.
Chatting on the train to Amsterdam with a friend of mine (recent acquisition, friend of the Boss, very blonde as well) the topic erred toward food and, of course, The Organic Choice, which I will fastidiously abbreviate in the following as TOC. The lady is an early-thirties student of Medicine, already with a degree in Psychology in her bag, currently doing her “workmanship” at AMC, therefore, we could say, a doctor, or someone who very strongly aspire to be one.
And she’s so busy (so she said) because of her studying life and so “poor” for the very same reason, that TOC is out of question. Her food pusher is Mr. Albert Hein, the discussion truly originating because she a) didn’t come for dinner at my place, being invited, and she KNOWS what a cook I am b) on the way to Mr. Kravitz’s exhibition past July 4th she couldn’t resist the temptation of a Mr. Heijn’s pre-packaged (and maybe even pre-digested) mayonnaise sandwich. These are those slabs of bread (any color, any kind) with a whitish-yellowish paste in between them, theoretically there’s something else in there, but I DARE you to recognize what, submerged as it is by all that spunk.
NOW: how can you be a medicine’s student and eat that stuff? How can you be ANY person nowadays and spend 3 (God I want to write it in 96 pt. font!) EUROS for…what? Here is the first point: what are you paying for? Should you assemble the sandwich yourself, you will have the chance to chose your own bread, ask the baker the QUESTION: what’s inside it? And you know where the bakery is, if something is wrong, you CAN go back and make a mess. I am just speaking theoretically, here. But isn’t the idea in itself somehow comforting? Ditto for the mayo and the topping of your choice. Of YOUR choice.
Who will you complain to, shouldn’t you like the A.H. sandwich? The 19 y.o. boy with his gaze lost on the stars behind the counter? To the “Consumer Center”, “We Want To Hear From You: please call 0900-…. (0.5/Eur p.m.)??? A fax perhaps, or an old fashioned letter to Mr. Heijn?
Come on, let’s be realistic.
You are eating something you have no control on and no chance to complain about and at WHAT cost?? Do we want to talk about money??
How much do you think would have cost to “assemble” (no, I don’t call it “cooking”, you wouldn’t too if you were, cooking) such a “sandwich”? Make the math.
2 Euros. Choosing the BEST ingredients. I’m talking French stuff here. Oh, I forgot: 5 minutes of your time.
And I haven’t even STARTED with the “TOC”.
This arise from the question: can non-organic food (NOF in the following) be harmful to you? The answers go from “yes” to “maybe”. At the moment, there’s no certain “no”, to be registered. The spectrum is broad: together with the NOF we are ingesting relevant amount of pesticides, heavy metals (lead, mercury, cadmium, etc etc ETC) and rBGH: re-combinant bovine growth hormone, stuff that makes cows grows unnaturally bigger, from the birth. So unnaturally that in the worst cases (10% of the total), the calve at birth cannot get “out” and you have to kill and slaughter the mother!! Oh, and antibiotics, a lot of them. The lifestyle of the cattles is so shitty that they get sick much more often than normal, therefore: they’re constantly under medication (but unfortunately no painkillers) and they die much earlier than what’s naturally expected. On average a “normal” cow lives for around 2 years, after which is on a truck to the slaughterhouse. Oh, an “organic” one? 14,15, sometimes 16 years. Cool uh? And it makes milk until the end because it is delivering young organic calves until then. COOL, UH?
The non organic one is sterile, after 2 years, therefore: no milk, no calves. Therefore the cow is not anymore a living thing, just a lump of soft matter, to be eaten or turned into baseball gloves, soccerballs, whatever. Well, not just a lump of matter. Also a bit of chemistry. Well, actually a little bit more than a bit. Let’s see. Color: red, but RED, I mean RED RED. E128 or Red 2G, the “vermillion” red, the red the people want to pay for. Now banned. What is made of? Actually the formula is “8-acetamido-1-hydroxy-2-phenylazonaphthalene-3,6 disulphonate” and it was used, mostly in the UK and Ireland, to turn breakfast sausages (!!!), luckily unknown in civilized place, into red furies.
Carcinogenic. OOOOPS! The Food Commission states that the fact was known since 1980s, but it was been banned, once and for all we hope, in 2007. That’s the world we live in. Therefore, WHY RISK IT?
That is the point that I don’t understand. Why do I have to write article such as this one to CONVINCE, to PROVE, to submit EVIDENCE? Why normal caution is not ENOUGH?
Would you risk it? Knowing that GREED is the engine moving food producers, farmers, and so on and so forth to gives us something that 1) we will pay for 2) we will eat without complaining for, will YOU risk it? For what? For the price difference? 25% and declining? MUCH less if you don’t consume plenty of meat?
I don’t understand why bother: we pay for life and medical insurance and then not for our food. For branded clothes but not for quality food. For fancy cars that we risk never to drive because the chances that we’ll be at the hospital, busy with chemio, is truly significant. What is for? All these lifestyle, all those bullshit? Are we really too busy, too poor?
The fair of the west AKA “SlowFood, fast chewing!”
And so we did the Langgoed Olmenhorst SlowFood fair, two beautiful non-“Dutch Autumn” days, meaning it was mostly sunny, ok some wind, yes, some wind, of course, and cloudy, sometime, yes, natuurlijk, but, hey! Come on! The Meaning Of Life by Dr. Frankenstin and Eye-gore doesn’t apply here! “It could be worse”, he said, “How??! How could this possibly be worse!?? We’re digging graves for corpses in the middle of night!”, he replied, “Could be raining”, he ended, before a thunder rattled and water started pouring from the rain.
You see the hint? It was not Holland! It would be raining, already! So, let’s not complain all the time, it oh-so-not-professional…who cares! I LOVE complaining, and ranting over and over, and so do you, don’t LIE TO ME! BUT: let’s calm down, there’s much more to rant (over) so let’s get to it.
Weather was “fine”, as mentioned, peculiarly cold, I must add, but I had my 2000 watt ceramic grill from Rommelsbacher (fancy name, fancier tool!) so beat it! And I was there with my comfort and joy on Saturday, and with plenty of supplies: honing tomatoes, own-baked “rustico” bread and a lot, a swarming river of excellent E.V.O.O. And sunday: split peas soup, “a tres-chic concoction of water, salt and split peas” (to be read with the most jean-te-pattang voice you can perform, don’t know what I’m talking about: youtube “Denis Leary French Rant”, now). Unfortunately my joy of life couldn’t be there as she was running 21 km like this, for fun! And that was to add to my discomfort while facing the audience.
Now a brief note: I’m not always at ease, it is true, but I’m particularly upset by obnoxious morons, aren’t you?? And “food fairs” seems to be luring them like the Hamelin bloody Pied Piper! It’s easy to understand why, two words: “free fucking food”. And the F word couldn’t be more appropriate, as these peoples rarely care what they’re stuffing in the mouth, the only thing they know it’s that it’s free, they say “heerlijk” well before having actually having put anything in their mouths! They don’t care! More on that later.
Because a lot people cared, and I am glad about it. Lot of people asked the right questions, where happy to get the right answers, where delighted to taste something oh-so-rich, etc. A lot of people discovered that you can use olive oil for more than dressing a salad (oh my!) and dare to think “chef”. Like the “gay guy”, who usually cooks (the not-so-good-looking one, that is usually the case), and likes to cook “gay”, good for him! So he’d like to try some fancy oil (Orange, perhaps?) on some baked fish, well guess what?That is also how they do it in Filicudi, small volcanic island in Sicily, and it tastes delicious! Dellllllllicious! OK so I was happy to do some good, for once, and feed a lot of kids a lot of tomatoes, bread and olive oil, of course. I love kids. I gotta say I love their parents less. They park their kids in front of the food trays like Dickensian rascals, I am sure if I had looked good I would have seen some brown juta sacks coming out of their black-sooted hood. No way! Do these people ever feed their kids? Meaning: at their own expenses?? Or do they simply get busy on the calendar like: “Ok, tomorrow we’re in Bonjesfoort for lunch, their is the Expired Meat Market, and for dinner we’re going to Looten, the artificially-ripened cheese fair started yesterday!”. I got a message for them delivered for them during the fair, last Sunday: “Chili&Garlic Fucking Oil”, do you like it spicy?
Oh, la Tignes!
Forget about fancy ladies in raunchy fur coats and 1980s Bond movies, here comes Tignes! Which “Tignes”, first and foremost? Yes because, imagine this: the original petit village, in the folding of a charming green valley, was simply & forcefully evacuated in 1952 and then flooded, together with a big chunk of the same valley, to build a “lake”, the local tourism board will say, an hydroelectric basin, I will specify. But why a mini-Hoover dam in the middle of the mountains? Because there was going to be the need for a A_LOT of electric power. In fact after destroying the past the French Fries went on building the future: one of the most impressive ski resort there is, the so called “Espace Killy”, which is the joint of Tignes and Val D’Isere. PLENTY of skilifts, chairlifts, areoskis, underground train reaching mountain’s top and much, much more! PLENTY. Well, what’s the problem, then?! Ah, you felt it already, that there WAS going to be a problem. It’s blatantly simple: all this stuff costs an enormous, indecent amount of money. Think of building and maintaining heavy structures, massive structures, at 2500 mt. of altitude and for 6 months per year below zero C! That’s a lot of argent, too beaucoup, we might think. But, nope, the whole operation is structured for it: the place has plenty of pistes, plenty of uphill transport, what you need now is plenty of people to pay plenty of tickets, the infamous “skipass”. So you haul them here with cars, planes and traines (don’t take my word, check it out by yourself! http://www.eurostar.com/UK/uk/leisure/destinations/direct_services/ski_train.jsp) and where do you store them? Because it’s storage we’re talking about, here. Not “lodging”, nuh-uh, I told you on the first line: forget about those fancy movies. In stead of a small village at the bottom of the valley les Frogs have built A BUNCH of “resorts” (more on that later), most of them above 2000 mts, all of them with the same structure: huge condos (6 floors are pretty usual, usually multiplied by 4 or more times), stuck together around the beginning of the pistes, a bunch of shops selling all the same things (same ski, same boots, same jackets, same food, same postcards) and a few discos, bars, “cafe'” with one or two upscale hotels-cum-restaurant-cum-spa. I guess the total capacity of the resort I was in (Tignes La Val Claret) could have reached easily the 5,000 people, but for the 2010 Last of the Year party 25,000 people gather to dance on the snow at 2100 mt. with David Guetta deejaying. Now, I don’t know about you, but that’s NOT my kind of fun. Sounds more like the rightful punishments for all my numerous sins. But that’s what the whole place is good at, and it works like a well oiled clock! In the Easter week we paid EUR 429 for accommodation and skipass (two adults, 6 nights sleeping and 6 days skiing), now beat that! No wonder that Tignes is, yes, the paradise of young skier who want to have some fun on budget but also of the cheapos par excellence: the Brits. Remember the “famous” food critic? “The portions were huge!”, well we’re in the same scenario here: forget about the quality, the portions are huge, what the heck would you like more? I have one word for that: TREES. I will articulate just a little more: LESS people, MORE trees. That’s a “resort” of my liking and that’s where I’m going next year with my beautiful snow queen. All the same, thank you Tignes for the good time, I skied a lot and that’s what we were there for, ate out only once and I am glad of it, and if we turn our head towards the right direction we could still imagine how beautiful the place must once have been.