Membri del Comites Paesi Bassi,
come anche proposto dalla consigliera Prando ecco una richiesta formale di discussione, e non solo tra di voi (ovviamente), su alcuni punti che ritengo importanti per la comunità degli italiani in Olanda.
Con una premessa necessaria: la nuova pagina “Contatti” non assicura la trasmissione delle richieste, spinto il bottone “gabbato lu santu”. Chi ci assicura che lo scritto sia partito e, soprattutto, arrivato? Con questi chiari di luna e tali membri del Comites (vedi oltre)? A meno di non completare l’automatismo con un’email di conferma mandata all’utente che ha fatto la richiesta, come si usa in tutte le migliori famiglie e come sono sicuro il vostro webmaster sapra’ implementare agevolmente, non è niente di complicato, a volerlo fare.
A meno che non vogliate diventare come l’URP del Maeci, che comincia a contare i giorni lavorativi entro cui rispondere, fissati per legge, dal momento della lettura dell’email, non dell’invio. Io ho infatti parlato delle “migliori famiglie”, a voi la possibilità di farne parte.
Come anticipato, la principale e ovvia proposta è che il pubblico parli per primo alle assemblee del vostro comitato. A quelle pubbliche, s’intende. La cosa ha solo ragion d’essere e nessuna ragione per NON essere, ed entro nel dettaglio.
Il comites ha modo di lavorare (quindi, si spera, anche di riunirsi, di discutere etc) anche fuori dalle “assemblee pubbliche”, chiamiamole cosi’, che possono (e dovrebbero!) essere trattate solo come il momento per l’espressione del voto, con considerazioni finali limitate; il lavoro “grosso” va, evidentemente, fatto prima e, ancora una volta, mi auguro questo già avvenga. Al momento cosi’ non sembra.
Spesso alcuni dei punti trattati sono continuazioni di conversazioni cominciate altrove e che, ancora molto spesso, altrove si concluderanno, al pubblico l’arduo compito di afferrare un brano di qualcosa che non ha contesto né, spesso, per esso alcuna rilevanza !
Esempio preclaro: nella riunione di Gennaio si è svolta (e per una buona decina di minuti) la continuazione del dibattito se si fosse votato in maniera effettiva oppure no per l’elezione dell’esecutivo la seduta precedente! Ripeto, sesso degli angeli per chi non fosse stato presente anche la volta precedente, discussione sicuramente interna. Ma che rileva anche come, a procedure, si sia scarsi e tardivi, chiedendosi sempre dopo se ciò che si e’ appena fatto sia stato svolto con criterio oppure meno. Mai prima, sempre dopo. Non sarebbe il caso almeno di provarci?
Vedasi la vice-presidente che ha richiesto quattro o cinque volte l’accesso ai canali dell’esecutivo (email, facebook, etc), a cui la presidentA-Ducia! Sig.ra Summa ha risposto, sempre dopo ampia supercazzola, che: “sì, poi ne riparliamo, ci dobbiamo rivedere”. Come se a) non ne stessero già parlando! e b) non si stessero gia’ vedendo, in assemblea! e c) confermando che quello che la Summa scrive, dell’essere tutta presa e compresa nell’affanno di gestire tremila cose e i bambini (sempre i bambini! Ma perché usarli in maniera cosi’ MESCHINA, e non e smettere di rivestire ruoli per cui si è chiaramente incapaci ed invece andare a lavare insalate? Pravisano e Summa, l’invito è per voi) è solo e soltanto una chiara dimostrazione di incapacità, vedasi il cominciare a cercare una sede, mi correggo, A PARLARE di una sede solo il giorno delle elezioni, 11 Dicembre 2021, come detto dalla stessa Summa durante l’assemblea di Febbraio.
Non si poteva prevedere prima che si sarebbe dovuta trovare una sede? Anche e semplicemente leggendo i verbali del comites precedente, di cui un terzo compone il Comites attuale? E delegare ed organizzare il lavoro? Cosa che, evidentemente non è stata fatta, visto che non si è nemmeno condiviso l’accesso ai mezzi di comunicazioni istituzionali! Però si e’ sempre in affanno, neanche il fisico per l’art. 27 del regolamento della Real Marina, il glorioso “Facite Ammuina”!
E i membri del pubblico, ex membri e sempre gravitanti, vedasi i Vergna, gli Adesso, gli Argentini, non hanno mai sollevato il problema di trovare una sede, PRIMA? E Mantione? Porta sempre e solo i saluti ed il rammarico perché Roma non aiuta, Roma non ascolta? E gli spin doctor? Che sono riusciti a far entrare poche persone da una porta gia’ aperta, troppo occupati?
Altro punto a favore della mia tesi: la nostra possibilità, della comunitá intendo, di fornire spunti e portare avanti istanze ed esigenze, chiedendo l’attenzione di tutto il comitato e non di questo o quel membro, magari conoscenza personale, è molto limitata: alla sola email, infatti. E all’assemblea.
Della mail, come già riscontrato nella prima seduta, non ci si può fidare, e non per inesistenti problemi tecnici ma per la mancanza totale di morale delle persone che la gestiscono. Ergo rimane la sola assemblea, il FACCIA A FACCIA, e registrato per amor di verità e storiografia, si legga sempre oltre.
Dopo trentacinque anni dalla legge istitutiva dei comites ancora non esiste un efficace, trasparente ed affidabile canale di comunicazione con la comunità, a meno di non considerare, appunto, l’assemblea come tale canale.
Quindi io me ne approprierò e farò appello agli altri membri della comunità perché facciano lo stesso, le eventuali “altre” assemblee o momenti di comunicazione saranno discusse quando e se verranno ad esistere.
Ricordiamolo per i piu’ sbadati: la comunita’ e le sue istanze sono la ragion d’essere del comitato, che tali istanze debbano aspettare il comitato per essere raccolte sembra un puro controsenso! O forse un nonsense di matrice anglosassone.
La presenza del pubblico alle riunioni del comitato è, per mia esperienza, molto limitata, non ho mai visto più di tre persone e non trovo traccia nei verbali di una presenza più massiccia. Ergo pochi (i membri del pubblico) dovrebbero aspettare i molti, i consiglieri, 12 in tutto ed almeno 6 perché la riunione sia considerata valida e verbalizzabile.
Questi pochi dovrebbero aspettare MOLTO: i punti all’ordine del giorno sono in media 5, con l’ultimo punto delle “eventuali e varie” un vero e proprio vaso di Pandora, al netto della speranza. Dando per scontato (sono di natura generosa) che il consesso sia democratico e partecipato si può pensare un intervento per consigliere su ogni punto, una media di 5 minuti per punto? Si parla di una forbice tra i 30 minuti e l’ora a punto dell’OdG, quindi di dover aspettare ORE, prima di parlare alla fine, anche se l’esperienza insegna che gli ultimi punti dell’OdG vengono penalizzati, ovvero trattati piu’ velocemente degli altri. E qui veniamo al punto successivo:
- perché riservare al pubblico il momento PEGGIORE della sessione? Quando i partecipanti sono stanchi, stufi, alcuni se ne sono andati, il sig. Barone deve prendere il treno per Dordrecht e “stiamo rubando tempo agli altri”, perché bisogna “chiudere”? Non si ruba tempo a nessuno con il proprio intervento, consigliera Prando. Immagino che la discussione parta dal fatto che tutti si possa esporre la propria questione nel modo che si ritiene piu’ appropriato, dovessero esserci limiti di tempo questi andrebbero concordati PRIMA, in modo che tutti si possa lavorare sui propri interventi e, IN QUEL CASO, non rubare tempo ad altri. Il time watching non e’ difficile, “basta sapello fa”.
Ergo propongo anche di decidere prima quanto tempo dare a ciascun partecipante del pubblico per esporre la propria questione e, ovviamente, di sottoporla (ove possibile) preliminarmente via email per non trattare nuovamente argomenti già affrontati. Nessuno chiede che a tali questioni si trovi una soluzione hic et nunc ma è importante che tutti chiedano e comprendano quanto più possibile per meglio lavorare alla soluzione in seguito.
Questa la discussione che volevo cominciare e certamente non esaurire durante la sessione di Gennaio e che non è stato possibile nemmeno introdurre con criterio perchè la “regola” è che “il pubblico non può parlare durante le sessioni”.
A tali “regole”, imposte su di una parte anziché concordate con la stessa e quindi semplicemente odiose ed illegittime opporrò sempre disobbedienza civile, è cosa su cui potete contare. Il fascismo è anche e soprattutto il fiancheggiare chi vuole imporre la propria volontà senza contraddittorio alcuno, o chi non fa niente per impedirlo. Gli iscritti al PNF erano 8,500,000 nell’inizio del 1945, gli italiani oltre 40 milioni. Il 29 aprile 1945 non si trovo’ piu’ ne’ un iscritto ne’ un fiancheggiatore, un simpatizzante, uno che almeno avesse tollerato, erano tutti “anti”. Ma le azioni restano, le azioni contano. Le parole e le omissioni: idem.
E non c’e’ bisogno di scomodare un fascismo in fez ed orbace, la tendenza a zittire chi non si gradisce è fenomeno comune a tutte le ere, le classi ed i gruppi, piu’ oltre ne presenterò un esempio per voi, membri attuali del Comites Olanda, di totale pertinenza. E non ce ne sarebbe bisogno dopo il “NO TU DEVI STARE ZITTO!” della PresidentA-Ducia! Sig.ra Summa in assemblea, ma abbundatis abbundandum, citando il filosofo novecentesco A. De Curtis, exploit a cui si darà risalto nelle sedi piú opportune, a cominciare dal file audio qui allegato, per la gioia di tutti.
Persone come me non accetteranno mai l’essere zittite e da presunte “istituzioni”, poi! La nostra arma sarà la critica puntuale ed incessante, la MIA arma personale, aggiuntiva, la pernacchia, il ludibrio e lo sberleffo, quando e come più lo riterrò opportuno. Perché, come già detto anche durante l’assemblea, non è scritto da nessuna parte (ma anche lo fosse ci si riderebbe sopra) che io mi debba sorbire SILENTE le vostre presunzioni, follie, ubbie, ellissi, nonsense, hybris e semplici supercazzole (in cui includo, anche e sempre, i “ringraziamenti per i preziosissimi consigli che vi preghiamo sempre di farci arrivare sempre e con ogni mezzo, anche personale”), non c’e’ nessun motivo per cui debba frustrarmi piu’ di quanto non lo facciano la pochezza e lo squallore delle cose che tratto; la guerra sarà lunga e dura ergo cerchero’ il divertimento ad ogni seppur minima possibilità. Moriremo ma non di noia.
Perché il mio tempo mi è prezioso e lo dedico parecchio ad altri. Ergo non gradisco prese in giro e “giri a vuoto,” di cui il Comites vorrebbe essere campione olimpico, come ad esempio nella corrispondenza, tra me ed il precedente comitato per questioni parecchio importanti e per voi rilevanti, qui riportata.
Un preambolo doveroso per chi non conosce la triste vicenda: per aiutare i nostri connazionali all’estero (iscritti all’AIRE o meno) colpiti economicamente dalla pandemia il governo Conte-2 stanzia fondi “extra” con il ccdd “ Decreto Cura Italia” DL n.18 del 17/2/2020, la dott.ssa Fanella ne fa menzione in due occasioni, in assemblea, ai membri dell’allora comitato.
Persino l’Ambasciatore dott. Novello aveva lanciato il suo appello: “… auspica alla collaborazione fattiva col COMITES soprattutto, ma non limitatamente, alle 4 aree sottostanti:
– social media, servizio ai connazionali dal punto di vista informativo e sarebbe importante che anche il COMITES spiegasse cosa i servizi consolari possono fare e non possono fare etc;”, sempre come riportato da un vostro verbale.
I comites non diffondono niente. Anzi, lanciano un’iniziativa che non è “parallela”, e poteva benissimo esserlo, ma “alternativa”: la Spesa del Cuore. Vista la gestione finanziaria a dir poco opaca (si legga oltre) del comitato eletto nel 2014 e’ impossibile stabilire se tale iniziativa sia stata effettivamente finanziata con fondi privati dei singoli membri del comitato, il che comporterebbe un gesto di generosita’ che comunque non cancella le responsabilita’ di non aver diffuso la ben piu’ importante possibilita’ di avere aiuto dalla rappresentanza consolare, oppure con fondi dello stato, per cui non si e’ presentato alcun progetto preventivamente ne’ giustificativo successivamente, facendo forse cosi’ della carita’ con soldi pubblici per intestarsene il merito, senza alcun merito (pun is intended).
Si comincia con un inutile scambio di messaggi whatsapp con il Presidente Pravisano:
[13:08, 14/09/2021] Carlo: posso farle ancora un paio di domande qui?
[13:16, 14/09/2021] Carlo: Cose innocue e meno innocue tipo: vi ricandiderete?
[13:17, 14/09/2021] Carlo: intendo come sia come gruppo che lei personalmente. Ci tengo a precisare, casomai sembrasse lavoro di “intelligence”: è una domanda fin troppo banale.
[13:18, 14/09/2021] Ernesto Pravisano: Taluni di noi si. A breve l’annuncio. Ma non vorrei mescolare le cose. Come COMITES stiamo lavorando da mesi per garantire a tutti la possibilita’ di creare una lista (il fatto che siano venute meno alcune formalita’ e’ merito anche nostro) e diffondiamo in tempo reale le informazioni che riceviamo dall’Ambasciata (su nostra pagina FB e sito internet).
[13:20, 14/09/2021] Ernesto Pravisano: Per scendere nel concreto, il Dottor Ruggeri ha ricevuto da me direttamente l’anteprima del Decreto. Rispetto la pubblicazione, appena abbiamo ricevuto notizia direttamente da Roma. L’altra lista non era al momento formata, ma l’utilizzo in tempo reale di FB ci permette di informare tutte le parti interessate. Non c’e’ lag tra ricezione e diffusione e/o selezione nei contenuti.
[13:22, 14/09/2021] Ernesto Pravisano: Ad esempio il post di questa mattina, che e’ utile a tutte le liste. Ricevuta la conferma dall’Ambasciata, postato al volo.
[13:36, 14/09/2021] Carlo: E questo si collega alla prossima domanda: la dott.ssa Fanella, che lei conosce, ha informato il COMITES che il governo aveva stanziato fondi aggiuntivi di assistenza per gl’italiani all’estero che si fossero trovati in difficolta’ a causa della Pandemia
[13:36, 14/09/2021] Carlo: il COMITES ne ha dato notizia?
[13:41, 14/09/2021] Ernesto Pravisano: Si, ad esempio nei nostri verbali. Anche, noti che il COMITES non e’ il titolare dell’informazione/processo/budget. I dati sui fondi e il loro utilizzo li puo’ chiedere all’Ambasciata. Per quello che era di nostra competenza, abbiamo creato una campagna diretta (finanziata con fondi privati), la Spesa del COMITES.
[13:42, 14/09/2021] Carlo: Capisco. Ma a parte nei vostri verbali, la cosa è stata pubblicata altrove per opera del COMITES?
[13:43, 14/09/2021] Ernesto Pravisano: Signor Trobia, ora mi deve scusare ma devo andare a prendere mio figlio a scuola. Riprenderemo un’altra volta, ok? A presto, Ernesto
[13:44, 14/09/2021] Carlo: Mi chiami pure quando vuole, ma gradirei una risposta alla mia ultima domanda, quando ha un momento. Saluti!
Si continua via email e coinvolgendo anche l’inutile esecutivo:
Begin forwarded message:
From: Carlo Trobia <carlo.trobia@gmail.com>
Subject: Fondi COVID 2020
Date: 17 September 2021 at 19:33:37 CEST
To: Comites Olanda <comites.olanda@gmail.com>
Cc: Ferrucci Veronica <veronica.ferrucci@esteri.it>, Bianconi Maria Pia <maria.bianconi@esteri.it>, giorgio.novello@esteri.it
Munifici membri del COMITES,
dal vostro verbale della riunione del COMITES de L’Aja tenutasi nel Maggio 2020 risulta come la dott.ssa Fanella, che tutti voi conoscete, vi abbia informato dell’esistenza di fondi addizionali legati alla situazione creatasi a causa della pandemia di COVID:
“[la dott.ssa Fanella]
• – Informa dell’esistenza di fondi di assistenza per gli Italiani all’estero per far fronte all’emergenza Covid-19. Consistono in un sussidio per far fronte temporaneamente (una tantum) alle spese. Si deve dimostrare il non aver accesso ai fondi locali e la somma viene valutata caso per caso.”
La stessa, nel dicembre dello stesso anno e sempre come risulta da vostri verbali, informava dell’arrivo di tali fondi nelle disponibilita’ della cancelleria consolare.
Le mie domande a voi sono quindi:
-Perchè non si trova menzione, all’infuori dei verbali delle vostre sedute, nei vostri comunicati o sulla vostra pagina Facebook, della presenza di tali fondi? È stata fatta, tale menzione ulteriore?
-Supponendo non sia stata fatta: non sarebbe stato d’aiuto alla comunita’ italiana sapere dell’esistenza di tali fondi “una tantum”?
Un aiuto che non ha avuto nemmeno grandi possibilita’ di partire perchè i piu’ non ne conoscevano nemmeno l’esistenza, una mia considerazione dovuta a ricerche da me fatte tra la comunità.
-Perchè istituire un’iniziativa come la vostra: “Spesa del cuore” anziche’ pubblicizzare maggiormente l’esistenza di tali fondi perchè chi ne avesse avuto bisogno? O, al limite, perchè non fare le due cose parallelamente?
Tutto cio’ sembra contraddire lo spirito di solerzia enunciato cosi’ chiaramente dal vostro presidente, dott. Pravisano, quando si tratta di cose sicuramente importanti ma molto meno urgenti che non esercitare il diritto democratico di voto nell’elezione del locale COMITES.
E quoto lo scambio di messaggi avvenuto ieri (14-Sep-2021) con il dott. Pravisano:
“[Segue scambio, nde]”
Tanta solerzia non mi pare vi sia stata nel caso dei fondi COVID, spero di sbagliarmi: è così?
Perchè, fosse invero questo il caso, si profilerebbero responsabilita’ da appurare. Ed è quindi meglio avere un quadro il piu’ delineato possibile.
Attendendo cortese risposta vi porgo i miei piu’ distinti saluti,
Carlo Trobia”
A cui ricevo questa risposta:
On 20 Sep 2021, at 12:47, Esecutivo Comites <esecutivo.comites@gmail.com> wrote:
Gentile Signor Trobia,
grazie per la Sua mail.
Sulla distribuzione e attuali disponibilità’ dei fondi, potrà rivolgersi direttamente alla Cancelleria Consolare.
Cordiali saluti
Esecutivo COMITES
E che ci conclude nel seguente modo:
Signori membri del Comites,
non ho chiesto nulla, nella mia mail a voi indirizzata, né sulla distribuzione né circa la disponibilità dei fondi in questione.
Vi chiedo, quindi, di leggere e rispondere alle domande da me fatte o di dichiarare di non voler rispondere.
Non ho idea di come valutiate il vostro tempo ma il mio mi è caro.
Cordialità,
Carlo Trobia
Il dott. Pravisano deve essere ancora impegnato a prendere suo figlio perché ancora non ha risposto. O magari la scuola è in Giappone e TUTTO il Comites precedente ha deciso di accompagnarlo!
O è cosi’ che si risponde, sig. Barone? Forse a casa sua, o alla Dante Alighieri, da me i professori, alla fine di “scambi” come questo, scrivevano sul registro: “NON RISPONDE ALLA DOMANDA”. Non basta cazzeggiare, a là Summa, per poter dire: “Abbiamo risposto”, bisogna fornire attuali risposte, precise ed esaurienti, circa l’oggetto della domanda. Insisto nel caso non l’aveste capito, perchè magari siete solo lenti e non lenti e anche svogliati, sempre come dicevano i miei professori.
Quando, alla domanda: “Perché non avete dato pubblicita’ al fatto che ci fossero fondi extra per chi si trovasse in difficolta’?” mi viene risposto: “Ora mi scusi ma devo andare a prendere mio figlio” è chiaro che il ricorso allo sberleffo è automatico, ed il dott. Pravisano (detto “Pravisan de’ Pravisani” ma non da me, l’adottero’ solamente) gia’ mi conosce, sa che non mento.
Perché sia chiaro che l’attitudine del “Never explain, never complain” sarà da me trattata come merita: con il ridicolo. Non è un caso che sia scivolata nell’oblio e sostituita dalla piu’ richiesta “accountability”.
Su questa nota un’aggiunta importante: l’ultimo scambio è avvenuto, su richiesta dell’ex presidente dott. Pravisano, via indirizzo email: “esecutivo.comites@gmail.com”.
Sembra molto strano quindi che non risulti arrivata, allo stesso indirizzo, la mia email del giorno dell’Assemblea del 12 Gennaio, in cui gia’ chiedevo di discutere la proposta di far parlare per primo il pubblico.
Ma non piu’ di tanto strano se si pensa che a riportare la mancata ricezione siano state la dott.ssa Cimegotto e la presidentA-Ducia! Sig.ra Barbara Summa, persone dell’affidabilità nulla, ed spiego subito, nel dettaglio, perché asserisco questo:
la Cimegotto, infatti, non verbalizzava il mio intervento, durante l’assemblea dei Comites del 19 Marzo 2016 (ove non era presente) perché, avrebbe detto in una riunione successiva a fronte del mio chiederne conto, di aver operato ‘un sunto’ e, già che c’era, eliminava, oltre ai nostri interventi, anche la presenza sia mia sia del sig. Elio Vergna dal verbale dell’assemblea! Come non fossimo mai esistiti.
Ecco che la presenza di un registratore e’ stata fondamentale per riportare giustizia. In allegato il file audio con il brano rilevante della conversazione.
In quell’occasione, infatti si parlò di cose importanti che e’ comprensibile l’avv. Cimegotto, ma anche il dott.Pravisano et al, potrebbero non voler riportati verbatim. Si parlo’ infatti del fatto che il Comites 2015 avesse chiesto (come riferitomi personalmente e vis à vis dall’amb. Azzarello) e ottenuto una “diaria”, teoricamente a copertura di spese di soggiorno relative alla partecipazioni alle assemblee (quelle di viaggio sono coperte separatamente) in realta’ per altri scopi, assolutamente illegittimi, come vedremo subito dopo:
Trascrizione Assemblea Comites 19 Marzo 2016
Intervento dell’ing. Castelli circa le mie domande sulla diaria:
Ing. Castelli: Parlo io perche’ sono stata io la prima a dire che non volevo fare un lucro dell’attivita’ del Comites.
Non avremmo potuto rinunciare alla diaria perche’ era previsto dalla legge …
…Lo scopo poi di accettare tutto questo e’ che, dal momento che abbiamo dei fortissimi limiti per quello che attiene l’uso di fondi per le attivita’, abbiamo stabilito che nel caso in cui ci fosse statal’opportunita’ di farlo avremmo utilizzato le diarie per attivita’ collaterali per le quali non dovevamo rendere conto…
Dott.Pravisano: Dovevamo chiedere a ciascuno di considerare l’opportunita’ di reinvestire anzi di tasca propria di aiutare il comites con delle donazioni private
Ing. Castelli: E questa …Il premio comites e’ una, e’ la prima delle occasioni che abbiamo per fare questo
Trobia: Io credo che questa interpretazione della legge sia assolutamente…
Ing.Castelli: Mi scusi, questa non e’ un’interpretazione della legge
Trobia: Puo’ chiedere all’avvocato, la legge si interpreta sempre
Ing. Castelli: La legge prevede che noi riceviamo diaria e questo le deve esserle sufficiente
Sig.ra Ciuffoletti: e volendo ce la possiamo tenere!
Ing.Castelli: E volendo ce la possiamo anche tenere, invece abbiamo pensato di fare delle attivita’ di quell’importo a favore della comunita’.
“Attività a favore della comunità” in teoria finanziate di tasca propria, in pratica con un sistema di “fondi neri” con cui fare beneficenza senza spendere un soldo dei propri e senza rendere conto a Roma, con buona probabilità.
Che tutto cio’, come da me gia’ previsto durante la riunione, fosse un’interpretazione errata lo sancira’ una volta per tutte una cosa chiamata: “Avvocatura dello Stato Italiano”, con il:Parere del 01/02/2019-63444, al 45093/2018, avv. Diana Ranucci, su: “ Spese di viaggio ammesse a rimborso (comprensive anche delle spese di vitto e alloggio?): interpretazione art. 6, comma 3, L. 23 ottobre 2003, n. 286” che stabilira’ un principio molto semplice: le spese di vitto ed alloggio sono ricomprendibili nella terminologia delle “spese di viaggio” ma vanno comunque giustificate! Con volgarissimi scontrini, fatture, ricevute fiscali e non, etc. Ecco quindi che quanto espresso dall’ing. Castelli viene a leggersi sotto luce MOLTO differente.
E la frase della sig.Ciuffoletti (“volendo ce la possiamo tenere!”) si rivela in tutta la sua inconsistenza: il passato Comites ha dovuto, infatti, RESTITUIRE le diarie relative al 2019, le uniche riottenibili per legge, almeno quelle! Sarebbe il caso che restituissero anche le precedenti ma ci vorrebbe uno scatto di dignità e qui viene in mente il Manzoni e la sua massima sul coraggio. Ovviamente saro’ lieto di sbagliarmi!
Rimane poi da stabilire se tale interpretazione errata fosse dovuta a colpa o dolo. Rimane il fatto che, il passato Comites, con il beneplacito dell’amministrazione del Ministero degli Affari Esteri, e anche sulle ragioni di questo ci si dovra’ porre qualche domanda, ha avuto fondi illegittimi, seppur non illegali, per delle attivita’ che ha promosso come finanziate di tasca propria, a carico dei membri stessi. Cosa che (il finanziare di tasca propria) evidentemente, non sara’ facile dimostrare. All’attuale comitato lascio l’analisi dei bilanci, con l’augurio di “buon divertimento”.
Di tutto questo non e’ rimasta traccia alcuna a verbale ne’ nelle coscienze dei membri del passato Comites.
Ecco che si capisce chiaramente come l’avv. Cimegotto, oltre del non godere della mia stima ne’ della mia fiducia, cosa che immagino non la faccia dormire serena la notte, non è persona la cui parola io possa accettare come avente validità alcuna.
Colgo quindi l’occasione per chiederne le dimissioni (ALMENO!) da segretaria del comitato, se avesse alcuna dignita’ si dimetterebbe del tutto. Anche visti i suoi legami professionali con l’ambasciata, a cui ha inoltrato una fattura di € 8,102.00 nel 2018, quindi mentre era segretario del Comites, un comportamento assolutamente scorretto in un paese normale. Bisognerebbe quindi decidere se si voglia farne parte o meno, di un paese normale.
Ci sarebbe da chiedersi che cosa mai avessero revisionato i revisori dei conti ma, ci rendiamo conto, che la forma e’ salva, ergo immagino gia’ le pretese di correttezza e legalitá del lavoro svolto, cio’ che e’ giusto interessa certamente a pochi e non all’ing.Argentini, revisore dei conti allora, revisore dei conti adesso, collega dei membri Rossi, Battistig e del responsabile dell’ ESI, nonche’ ex-membro comites, Eros Capostagno (tutti ‘figli dell’EPO’) nonche’ percettore, l’Argentini, di premio Comites 2018(!) per non si capisce bene quali servigi resi alla comunita’ tutta!
Quindi: il Comites che premia con il premio Comites il revisore dei conti del Comites, a sua volta ex-membro Comites! Simpaticissimi!
Ma d’altra parte ci sarebbe anche la consigliera Daniela Tasca che, per il suo libro sull’emigrazione italiana negli ultimi 100 anni ha, per quello che ho potuto fin qui riscontrare, personalmente o tramite la sua ditta “Mediaterra”, preso finanziamenti per la bellezza di 39,492 euro dall’ambasciata, a cui vanno aggiunti 1,229€ per spese di promozione e 205 per il trasporto dei libri (!!!).
Ecco che il lavoro svolto come volontariato etc assume connotati completamente diversi e questo giro vorticoso di simpatie trasversali Patronato Acli – EPO – ESI – Vecchi e nuovi Comites assume, oltre al ben noto connotato autoreferenziale, un sistema di protezione di piccoli favori, clientele e commistioni con le istituzioni “vere” e tali in quanto eroganti fondi, vedasi gli esempi di cui sopra. Sarebbero state scelte comunque la Tasca e la Cimegotto per i lavori da svolgere? Non lo sapremo mai, idem dicasi per la domanda: avrebbe fatto beneficenza di tasca propria il Comites 2015, non avesse avuto migliaia di euro di diarie non dovute da cui “attingere”?
Di diarie si e’ gia’ parlato in uno ‘scambio’ con la PresidentA-Ducia! Barbara Summa circa le intenzioni del “nuovo” Comites. E la Summa, alla mia richiesta di chiarimenti, rispondeva da par suo mostrando chiaramente di esserne profondamente ignorante (mai leggersi i verbali! Che noia, i verbali!) ma non di farsi per questo rallentare nell’esercizio delle sue funzioni, ci mancherebbe! L’importante e’ blaterare, di “rinuncia alle diarie”, di “diarie non erogabili” ed altre corbellerie.
[carlo trobia]Barbara Summa: chiederete anche voi la diaria come il vecchio Comites o vi rinuncerete?
[Barbara Summa]
per quanto ne so io il Comites precedente aveva già rinunciato alla diaria, non so dirti al momento in quale dei verbali se ne parla, ma se lo trovi e lo vuoi linkare qui per tutti penso che sia utile
[carlo trobia] Barbara Summa: cominciamo male, e vorrei esserne sorpreso ma, per qualche motivo, non lo sono.
La diaria non esiste piu’. O meglio, quella “forfettaria” non esiste piu’.
“Per quanto ne so io”: non granche’, evidentemente.
Forse sapresti di piu’ se ti fossi presa la briga di leggerli, quei verbali che menzioni. E non perche’ il “vecchio Comites” vi avesse rinunciato, quelli poi! Figurarsi se avrebbero rinunciato a dei soldi. No, non hanno rinunciato ad una beneamata e non perche’, come scritto da loro nel verbale, le diarie sarebbero “non piu’ erogabili” secondo una sentenza dell’avvocatura di stato ma perche’ l’avvocatura di stato ha dato parere contrario alla “prassi”, ovverosia all’erogazione di diarie erogate forfettariamente e senza giustificativi di spesa!
Ed e’ finita la festa di soldi elargiti ai vari comites in giro per il mondo perche’ giocassero a fare della beneficenza con soldi nostri. Non tutti, ovviamente. Facciamo chiarezza per chi leggesse e non fosse addentro a questi dettagli.
Il resto del post e’ riscontrabile qui, tratta di molte cose gia’ qui descritte: https://www.facebook.com/groups/7754463958/posts/10159467981713959/
Questo il simpatico scambio con la presidentA-Ducia! Sig.ra Summa, che si spera si sia letta i verbali, nel frattempo, ma e’ molto presa, e’ molto impegnata e poi c’ha i bambini. Meglio che si dimetta anche lei, da presidentA-Ducia!, almeno. Ha gia’ fatto abbastanza danni.
E dire che sarebbe compito di questo comitato, di VOI membri, fare chiarezza e pulizia, non del pubblico. A cominciare da chi controlla i controllori, tipo revisori dei conti “amici”. “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.” Costituzione della Repubblica Italiana, art. 54.
Quindi uno sguardo su progetti finora svolti, fiore all’occhiello! Signora mia, il lavorone!!! Sorvolando per umana pietà sul “caso Pavan”, vediamo un esempio di cosa siano le “conferenze” organizzate dal comites.
Un esempio ed una premessa: nel 2014 organizzo io, non avendo di meglio da fare, una serata d’informazione per gli italiani di nuovo arrivo nei Paesi Bassi, l’Istituto Italiano di Cultura mette gentilmente, e gratuitamente, a disposizione la sala, gli speaker della serata furono:
-Marika Viano (poi nel Comites)
-Antonella Ciuffoletti (anche lei eletta-ineleggibile nel Comites)
-Giorgio Mauro (ex-Comites e rappresentante CGIE)
-Roberto De Falco (avvocato e console onorario ad Amsterdam)
-Carlo Trobia, non un omonimo.
Abbiamo parlato di casa, lavoro, salario minimo, stato civile e iscrizione all’aire, tra le altre cose. https://iicamsterdam.esteri.it/iic_amsterdam/nl/gli_eventi/calendario/2014/12/vivere-in-olanda-istruzioni-per-l-uso.html costo della serata: ZERO euro. Non ci sono registrazioni dell’evento disponibili perche’ l’ambasciatore Azzarello si rifiuto’ di dare la propria registrazione dell’evento adducendo i soliti “motivi di privacy”, citati sempre&solo ad minchiam. Dissero dall’ambasciata che si sarebbe dovuto richiedere una liberatoria a tutti i presenti ed altre amenità, vedi subito oltre.
Un anno dopo, nel novembre del 2015, il Comites precedente organizza una sessione analoga: “Olanda per principianti”, senza specificare se si stesse parlando del pubblico o dell’organizzazione.
Interventi sui generis, molte banalita’ ma c’erano ovviamente anche state nella sessione precedente, quella da me organizzata. Non si danno indicazioni “base” quale il salario minimo (nemmeno della sua esistenza), non si parla di sfruttamento sui luoghi di lavoro e di come denunciare, si danno consigli inutili su come fare un CV “vincente”.
Esistesse un modo per scrivere un “CV” vincente tutti ne farebbero uso e si perderebbe, ovviamente, ogni vantaggio. E poi delle corbellerie belle e buone tipo il “giving is the new getting” del “consultant” Mario Kruysse che fece impallidire piu’ di una persona in sala: quella era ed e’ la realta’ da cui la maggior parte delle persone stava e sta fuggendo, dello sfruttamento con le piu’ varie scuse. Era presente un moderatore ma anche una presentatrice, forse straniera? Cosa curiosa, ma tant’e’.
Cosa non curiosa: il costo della serata di 900€, come da bilancio firmato, di “rimborsi e spese”, tra cui anche alla dott.ssa Orofino, s’immagina, collaboratrice in quel momento dell’avv. Cimegotto, segretaria del comites.
Ma anche per il broadcasting e la registrazione della serata affidata a…? Radiopizza, sorta di appendice mediatica del patronato ACLI, con cui condivideva la direzione nel Roberto Paletta, ora “patron” del Patronato ACLI Utrecht (che e’ una stichting di diritto privato olandese, lo ricordiamo), non un omonimo del tesoriere dell’allora Comites ma proprio lui! Trasmessa serenamente ed il tutto senza richiesta di liberatoria ad alcuno, quando si dice il caso, la coincidenza! C’e’ privacy e privacy, evidentemente.
Sarebbe bello pensare che la conferenza del 2015 sia stata 900 volte piu’ d’aiuto alla comunita’ della precedente ma e’ oggettivamente difficile pensarlo.
Ecco come se ne vanno i soldi, in tali piccinerie. Aiuto alla comunità? Di difficile individuazione. Dopo cinque anni di attività votano per il “nuovo” comites meno persone, in proporzione, di cinque anni fa. La comunità aumenta mentre il comitato è sempre più ripiegato su sé stesso e sul suo piccolo mondo antico fatto di amici&parenti.
Concludendo: vista l’attitudine alla censura e alla “costruzione della memoria” di questo Comites, sarà mia cura, tempo permettendo, di dare alla luce un resoconto dettagliato e parallelo dell’attività del comitato, fatta anche di analisi di bilanci e di progetti. Anche per fare stare tranquillo l’ing.Argentini, che non è e non sarà solo nel controllare i conti.
Questo per dovere di cronaca, protetto e riportato chiaramente come eccezione nella legge olandese che vieterebbe, secondo voi, la possibilita’ di registrare e diffondere le vostre sedute.
Vi auguro tanta ma tanta buona fortuna nel cercare di dimostrare, in una corte olandese, che le cose che ho registrato e registrerò, diffuso e diffonderò, riprese in pubbliche occasioni e tra l’altro già registrate da altri e mai riportate (o mal riportate), non siano d’interesse giornalistico e pubblico ma violanti supposte ragioni di “privacy”!
Anche perché faccio mia, da attivista più che da pubblicista, la lezione del grande Horacio Verbitsky, lui sì Giornalista, che quoto per vostra scienza: “”Periodismo es difundir aquello que alguien no quiere que se sepa, el resto es propaganda. Su función es poner a la vista lo que está oculto, dar testimonio y, por lo tanto, molestar. Tiene fuentes, pero no amigos. Lo que los periodistas pueden ejercer, y a través de ellos la sociedad, es el mero derecho al pataleo, lo más equitativa y documentadamente posible”.
E quindi faccio mio anche il diritto di prendervi a calci (“el mero derecho al pataleo”, per chi non mastica le lingue), ma SEMPRE nella maniera più equa e documentata possibile, come mio dovere.
Alle prossime occasioni,
C.Trobia